——————-18 ottobre 2026————–
Torre Piezometrica di Aosta: quasi 100.000 euro investiti e una struttura chiusa. Chi può sbloccarla?
di Cristian Bredy
Il 6 aprile 2024 veniva inaugurato ufficialmente il centro di arrampicata La Torre, realizzato negli spazi alla base della Torre Piezometrica di Aosta.
La struttura comprendeva una sala didattica, con pareti alte fino a sei metri, e una moderna sala boulder. Il progetto era stato sviluppato dall’A.P.D. Lo Contrebandjé e dalla Scuola di Montagna Esprit Sarvadzo, in collaborazione con il CCS Cogne.
Durante l’inaugurazione, la Torre veniva presentata come il punto di partenza di un progetto più ampio, capace di collegare arrampicata, formazione, sport, disabilità, attività giovanile e sviluppo dell’area esterna. www.gazzettamatin.com
Oggi quelle sale non sono utilizzabili dall’associazione che le ha realizzate.
Gli allenamenti devono essere organizzati altrove, i ragazzi non possono utilizzare la struttura e l’associazione continua a pagare il finanziamento acceso per sostenere un investimento di quasi 100.000 euro.
Come si è arrivati a questo punto?
E, soprattutto, chi può intervenire per trovare una soluzione?
Una struttura industriale diventata spazio sportivo
La Torre Piezometrica è uno degli edifici più riconoscibili dell’area industriale Cogne di Aosta.
Si tratta di una struttura in cemento armato alta oltre cinquanta metri, nata con una funzione industriale e successivamente inserita nei progetti di recupero e valorizzazione dell’area ex Cogne. www.regione.vda.it
Gli spazi alla base della Torre sono di proprietà di Vallée d’Aoste Structure, società partecipata regionale che gestisce parte del patrimonio immobiliare dell’area.
Nel novembre 2021 il CRAL Cogne ha sottoscritto un contratto per l’utilizzo degli spazi con Vallée d’Aoste Structure.
L’A.P.D. Lo Contrebandjé non ha quindi un rapporto contrattuale diretto con il proprietario dell’immobile. Il suo rapporto è nato con il CRAL Cogne, soggetto che dispone degli spazi e con il quale l’associazione ha avviato il progetto del centro di arrampicata.
Questa struttura dei rapporti è fondamentale per comprendere la situazione:
- Vallée d’Aoste Structure è proprietaria degli immobili;
- il CRAL Cogne dispone degli spazi attraverso il proprio contratto;
- l’A.P.D. Lo Contrebandjé ha realizzato e utilizzato le sale sulla base degli accordi con il CRAL;
- la Regione, attraverso il proprio ruolo istituzionale e la partecipazione in Vallée d’Aoste Structure, può favorire un confronto fra i soggetti.
Quando nasce una controversia, però, questa catena rischia di trasformarsi in un rimpallo di responsabilità.
L’investimento dell’associazione
Per realizzare il centro di arrampicata, l’A.P.D. Lo Contrebandjé ha sostenuto un investimento vicino ai 100.000 euro.
Le risorse sono state utilizzate per:
- progettare e realizzare la sala didattica;
- acquistare e installare la struttura boulder;
- acquistare materassi, prese e attrezzature;
- eseguire lavori di adattamento dei locali;
- sviluppare il progetto sportivo e formativo;
- promuovere e avviare le attività.
Una parte dell’investimento è stata sostenuta attraverso un finanziamento che l’associazione continua a rimborsare con rate di circa 800 euro al mese.
Non si tratta quindi di materiale semplicemente trasportabile in un altro edificio.
Le strutture sono state progettate e installate in quei locali. Il loro valore dipende dalla possibilità di utilizzare gli spazi nei quali sono state realizzate.
Quando l’accesso viene impedito, l’associazione non perde soltanto alcune ore di allenamento. Perde la possibilità di utilizzare un investimento che continua comunque a pagare.
Un’inaugurazione e molte aspettative
Nel 2024 il centro veniva descritto pubblicamente come una struttura didattica innovativa.
La sala più piccola era stata pensata per insegnare l’arrampicata senza mettere immediatamente i principianti davanti all’altezza e alla paura. La sala boulder consentiva invece di lavorare anche con ragazzi più esperti e atleti agonisti.
Il progetto non si fermava agli spazi interni.
Per l’area esterna avevamo immaginato un centro multidisciplinare comprendente:
- pareti per arrampicata lead e speed;
- una nuova area boulder;
- parkour e calisthenics;
- slackline e highline;
- percorsi OCR;
- bike trial;
- un piccolo bike park;
- spazi di incontro e servizi per gli utenti.
L’obiettivo era creare ad Aosta un polo dedicato allo sport, alla montagna e alla formazione, capace di ospitare attività per ragazzi, scuole, associazioni, atleti e persone con disabilità.
Non era soltanto una nostra idea isolata.
Anche nel Consiglio regionale è stata discussa la possibilità di sviluppare nell’area una struttura di arrampicata indoor e outdoor capace di ampliare l’offerta sportiva regionale, ospitare manifestazioni e generare ricadute turistiche ed economiche. www.consiglio.vda.it
Il problema del riscaldamento
Fin dall’inizio è emersa una criticità decisiva: il riscaldamento.
Una palestra destinata ad attività invernali, corsi per bambini e allenamenti non può funzionare normalmente se gli ambienti non raggiungono temperature adeguate.
L’associazione ha cercato di intervenire attraverso stufe e soluzioni temporanee, sostenendo anche consumi elettrici significativi.
Secondo la posizione dell’A.P.D. Lo Contrebandjé, il mancato funzionamento del sistema di riscaldamento ha:
- limitato l’utilizzo delle sale;
- aumentato i costi elettrici;
- reso difficili le attività con i bambini;
- ridotto le entrate;
- provocato disdette e rimborsi;
- impedito alla struttura di raggiungere i risultati previsti.
Questo punto è diventato uno degli elementi principali della controversia economica con il CRAL Cogne.
Il CRAL ha avanzato richieste relative all’utilizzo degli spazi, alle mensilità e alle utenze. L’associazione ha invece chiesto che, nel calcolo complessivo, venissero considerati anche il riscaldamento non funzionante, le spese sostenute, i danni economici e l’investimento realizzato.
Il rapporto economico e le differenti interpretazioni
Un altro punto da chiarire riguarda la natura delle somme richieste.
Si trattava di un canone di locazione, di un rimborso delle spese, di una partecipazione alle utenze oppure di una combinazione di queste voci?
La distinzione non è soltanto terminologica.
Se una somma è un canone per l’utilizzo degli spazi, occorre comprendere:
- quale diritto di utilizzo viene garantito;
- per quale durata;
- con quali servizi;
- in quali condizioni;
- con quali possibilità di recesso;
- che cosa accade agli investimenti realizzati.
Se invece si tratta di un rimborso spese, occorre conoscere:
- quali spese sono state sostenute;
- come sono state calcolate;
- quali consumi appartengono realmente all’associazione;
- quali costi riguardano l’intera struttura;
- come vengono ripartite le utenze.
L’assenza di una convenzione definitiva e condivisa ha contribuito ad aumentare le incomprensioni.
Nel corso del 2024 sono circolate diverse bozze. L’associazione riteneva che alcune condizioni discusse verbalmente non fossero state riportate correttamente nei testi ricevuti. Il CRAL sosteneva invece che diverse richieste dell’associazione fossero state semplicemente valutate, ma non accettate.
Il rapporto è quindi proseguito senza che tutti gli aspetti fondamentali fossero stati chiariti in modo stabile.
Mensilità, utenze e sospensione dei pagamenti
Nel 2024 il CRAL ha chiesto il pagamento di mensilità considerate insolute e ha subordinato la prosecuzione del rapporto alla regolarizzazione delle somme.
L’A.P.D. Lo Contrebandjé ha contestato una parte dei conteggi e ha collegato la sospensione dei pagamenti alle condizioni dei locali, in particolare al problema del riscaldamento.
Da quel momento il confronto si è progressivamente irrigidito.
Il problema non era più soltanto stabilire quanto dovesse essere pagato.
Occorreva definire contemporaneamente:
- il valore degli investimenti;
- le condizioni minime di utilizzo;
- il costo delle utenze;
- il funzionamento del riscaldamento;
- la durata del rapporto;
- le autorizzazioni per ampliare il progetto;
- il futuro delle strutture realizzate;
- le modalità di accesso degli utenti.
Senza una soluzione complessiva, ogni singola fattura o mensilità diventava un nuovo motivo di scontro.
L’accesso alla Torre e le chiavi cambiate
Nell’autunno 2025 il rapporto è arrivato a un punto particolarmente critico.
Durante un Open Day venne impedito all’associazione di accedere alla Torre. Una delle contestazioni riguardava il tesseramento dei partecipanti al CRAL.
L’associazione si dichiarò disponibile a raccogliere e presentare i moduli necessari, ma il confronto non portò alla ripresa regolare delle attività.
Nell’ottobre 2025 le chiavi vennero cambiate.
Da quel momento, secondo quanto ricostruito dall’A.P.D. Lo Contrebandjé, l’associazione non ha più avuto la disponibilità effettiva delle sale.
In seguito è stato necessario chiedere l’accesso anche per recuperare materiali e attrezzature.
Da allora la struttura realizzata dall’associazione è rimasta sostanzialmente inutilizzabile per i suoi corsi, mentre il finanziamento ha continuato a produrre rate mensili.
Il tentativo di conciliazione
Nel 2026 le parti hanno avviato un tentativo di conciliazione con l’intervento dei rispettivi legali.
L’obiettivo era chiudere le questioni economiche del passato e costruire un nuovo rapporto che consentisse di riaprire le sale.
Le posizioni iniziali erano molto distanti.
In una prima fase il CRAL aveva quantificato somme complessive vicine ai 46.000 euro, considerando mensilità e utenze. L’associazione contestava che nel prospetto non venissero adeguatamente considerati:
- il riscaldamento non funzionante;
- le spese sostenute per le stufe;
- i maggiori consumi elettrici;
- i danni causati dalla ridotta attività;
- i rimborsi agli utenti;
- gli investimenti permanenti effettuati nei locali.
L’associazione aveva elaborato una propria controproposta, calcolando circa 14.700 euro per l’utilizzo pregresso e 4.000 euro per l’elettricità, dai quali detrarre 12.000 euro collegati alla sistemazione del riscaldamento.
Questa ricostruzione portava a un saldo molto diverso rispetto a quello proposto dal CRAL.
Fino a dove eravamo disposti ad arrivare
Pur ritenendo squilibrata la situazione, l’A.P.D. Lo Contrebandjé ha manifestato la disponibilità a sostenere un sacrificio economico rilevante pur di riaprire la struttura.
In una fase della trattativa è stata prospettata una soluzione comprendente circa 35.000 euro per chiudere le questioni pregresse e un contributo futuro di 1.500 euro mensili.
Questa disponibilità era però collegata ad alcune condizioni essenziali:
- ripristino del riscaldamento;
- possibilità effettiva di utilizzare le sale;
- durata sufficiente per ammortizzare l’investimento;
- collegamento con la durata del contratto tra CRAL e Vallée d’Aoste Structure;
- autorizzazione allo sviluppo dell’area esterna;
- garanzie sulle strutture realizzate;
- definizione chiara delle spese comprese nella somma mensile.
Non si chiedeva di utilizzare gratuitamente gli spazi.
Si chiedeva che, a fronte di un impegno economico molto importante, l’associazione ottenesse stabilità e condizioni che permettessero di lavorare.
La bozza che non potevamo firmare
Nel giugno 2026 il CRAL ha proposto una bozza che prevedeva:
- 15.000 euro da versare alla firma;
- 1.500 euro mensili qualificati come canone;
- una durata di tre anni;
- l’installazione del riscaldamento subordinata alle autorizzazioni;
- possibilità di recesso;
- assenza di garanzie sufficienti sulla durata del rapporto principale fra CRAL e Vallée d’Aoste Structure.
Secondo l’associazione, quella formulazione modificava aspetti sostanziali discussi durante il percorso conciliativo.
Il pagamento iniziale risultava separato dalla certezza del riscaldamento. La durata veniva ridotta. La somma mensile diventava un canone e non un rimborso complessivo delle spese. Rimanevano aperti i temi degli investimenti e del futuro del progetto.
Firmare avrebbe significato assumere nuovi impegni economici senza avere garanzie sufficienti sulla possibilità di utilizzare e sviluppare la struttura.
Per questo l’accordo non è stato concluso.
Nel luglio 2026 è stata formulata un’ulteriore proposta collegata alla realizzazione dell’impianto di riscaldamento e alla compensazione di parte dei danni, ma anche questo tentativo non ha portato a una soluzione definitiva.
Non c’è stata una vera conciliazione conclusa
È importante chiarire un punto.
Il percorso di conciliazione non si è concluso con un accordo firmato.
Sono state scambiate diverse proposte, alcune delle quali dimostrano la disponibilità dell’associazione a sostenere costi molto elevati pur di riprendere le attività.
Ma non è stato raggiunto un equilibrio condiviso fra:
- somme pregresse;
- canone futuro;
- riscaldamento;
- utenze;
- durata;
- investimenti;
- recesso;
- autorizzazioni;
- sviluppo del progetto.
Successivamente, il confronto attraverso i legali si è sostanzialmente interrotto.
Perché non spostiamo semplicemente le strutture?
Può sembrare naturale domandare perché l’associazione non smonti tutto e trasferisca la palestra altrove.
La risposta è che non è così semplice.
Le strutture sono state progettate per quei locali. Lo smontaggio comporterebbe:
- costi tecnici;
- perdita o danneggiamento di materiali;
- necessità di trovare un edificio compatibile;
- nuove progettazioni;
- nuove autorizzazioni;
- lavori di adattamento;
- ulteriori investimenti;
- lunghi tempi di inattività.
Inoltre, l’area della Torre possiede potenzialità difficilmente riproducibili altrove.
Dispone di grandi spazi interni ed esterni, si trova ad Aosta ed è inserita in una zona che potrebbe ospitare un vero polo sportivo multidisciplinare.
Abbandonarla senza aver tentato ogni soluzione possibile significherebbe perdere non soltanto il denaro investito, ma un’opportunità per l’intera comunità.
Chi può realmente intervenire?
Per uscire dal conflitto bisogna comprendere che cosa può fare ogni soggetto.
CRAL Cogne
È la controparte diretta dell’associazione e il soggetto con il quale devono essere chiarite le questioni economiche e contrattuali.
Può riaprire il confronto, definire condizioni sostenibili e riconoscere il valore degli investimenti presenti nei locali.
Vallée d’Aoste Structure
È proprietaria degli spazi.
Può chiarire il contenuto del rapporto con il CRAL, verificare la compatibilità del progetto, autorizzare eventuali interventi e contribuire a definire una soluzione stabile.
Regione autonoma Valle d’Aosta
La Regione non è la controparte diretta dell’associazione, ma possiede un ruolo istituzionale e di indirizzo.
Può promuovere il tavolo di confronto, verificare l’interesse pubblico del progetto e favorire il coordinamento con Vallée d’Aoste Structure.
A.P.D. Lo Contrebandjé
Deve documentare gli investimenti, chiarire le proprie disponibilità economiche, presentare un piano gestionale credibile e assumersi gli impegni che saranno concordati.
L’associazione deve anche essere disponibile a riconoscere eventuali somme correttamente dovute.
L’incontro con Vallée d’Aoste Structure
Nel settembre 2026 abbiamo incontrato i rappresentanti di Vallée d’Aoste Structure, Henri Calza e Luca De Santis.
Durante l’incontro abbiamo illustrato:
- l’origine del progetto;
- gli investimenti realizzati;
- la controversia con il CRAL Cogne;
- il problema del riscaldamento;
- l’impossibilità di utilizzare le sale;
- il progetto di sviluppo dell’area;
- la necessità di trovare una soluzione condivisa.
Abbiamo proposto la convocazione di un tavolo con:
- Regione autonoma Valle d’Aosta;
- Vallée d’Aoste Structure;
- CRAL Cogne;
- A.P.D. Lo Contrebandjé.
L’obiettivo non è stabilire intorno a un tavolo chi sia il “buono” e chi sia il “cattivo”.
L’obiettivo è verificare se esista una soluzione economica, contrattuale e progettuale capace di riaprire la struttura.
Ad oggi questa richiesta non ha ancora ricevuto una risposta concreta.
Perché serve l’accesso agli atti
Per ricostruire correttamente la vicenda abbiamo inoltre chiesto che vengano acquisiti e analizzati gli atti relativi a:
- proprietà e disponibilità degli spazi;
- contratto tra Vallée d’Aoste Structure e CRAL Cogne;
- autorizzazioni concesse;
- possibilità di subconcessione o utilizzo da parte di terzi;
- interventi realizzati;
- responsabilità sugli impianti;
- condizioni di sicurezza;
- investimenti pubblici;
- progetti futuri riguardanti l’area;
- possibilità di riapertura.
La trasparenza documentale è necessaria non per alimentare il conflitto, ma per comprendere quale soluzione sia realmente possibile.
Senza conoscere diritti, obblighi e durata dei rapporti esistenti, ogni proposta rischia di rimanere fragile.
Una struttura chiusa non conviene a nessuno
La situazione attuale non produce un vero vantaggio per nessuno.
L’associazione non può utilizzare il proprio investimento.
Il CRAL non riceve le somme che potrebbero derivare da un nuovo accordo.
Vallée d’Aoste Structure possiede locali che non esprimono pienamente le proprie potenzialità.
La Regione vede rimanere fermo uno spazio che potrebbe contribuire allo sviluppo sportivo.
I ragazzi devono allenarsi altrove.
Le famiglie ricevono un servizio più debole.
La comunità perde un centro sportivo e formativo.
È proprio per questo che continuare il confronto non significa cedere alle richieste di una singola associazione.
Significa cercare di trasformare un investimento fermo in un servizio funzionante.
Non chiediamo che ci venga regalato qualcosa
L’A.P.D. Lo Contrebandjé non chiede di utilizzare gratuitamente gli spazi.
Siamo disponibili a:
- riconoscere quanto correttamente dovuto;
- pagare un contributo sostenibile;
- rispettare orari e regole;
- assumere responsabilità gestionali;
- presentare un piano economico;
- collaborare con gli altri soggetti;
- cercare sponsor e finanziamenti;
- sviluppare attività aperte alla comunità.
Chiediamo però condizioni proporzionate e garanzie compatibili con l’investimento sostenuto.
Non è sostenibile pagare cifre importanti senza riscaldamento, senza stabilità e senza la certezza di poter utilizzare le strutture.
Il progetto che potrebbe nascere
Se la situazione venisse risolta, la Torre potrebbe diventare molto più delle due sale attuali.
Il progetto potrebbe svilupparsi attraverso fasi successive:
- riapertura della sala didattica e della sala boulder;
- ripristino del riscaldamento e dei servizi;
- ripresa dei corsi giovanili e agonistici;
- utilizzo da parte di scuole e persone con disabilità;
- sviluppo dell’area esterna;
- pareti lead e speed;
- spazi per parkour, OCR e calisthenics;
- bike trial e piccolo bike park;
- eventi e attività multidisciplinari;
- inserimento nel progetto Valle d’Aosta Sarvadza e in Vetta Giovani.
La Torre potrebbe diventare il polo urbano del progetto: un luogo collegato ai Siti Didattici Naturali, alle scuole, alle associazioni e alle attività in montagna.
Le domande alle quali chiediamo risposta
Raccogliamo quindi le domande principali:
- Quali diritti possiede il CRAL sugli spazi?
- Quali utilizzi da parte di terzi sono consentiti?
- Vallée d’Aoste Structure era a conoscenza del progetto e degli investimenti?
- Quali interventi possono essere autorizzati?
- Chi è responsabile del riscaldamento?
- Come devono essere ripartite le utenze?
- Quale durata può avere un nuovo accordo?
- Come vengono tutelati gli investimenti dell’associazione?
- Perché il tentativo di conciliazione non ha prodotto un accordo?
- Quale soluzione propone oggi il CRAL?
- Quale posizione assume Vallée d’Aoste Structure?
- La Regione è disponibile a convocare un tavolo?
- Esiste un interesse pubblico alla riapertura?
- Quanto costa alla comunità lasciare la struttura inutilizzata?
Che cosa chiediamo
La nostra richiesta rimane concreta:
convocare un tavolo fra Regione, Vallée d’Aoste Structure, CRAL Cogne e A.P.D. Lo Contrebandjé.
Il tavolo dovrebbe esaminare:
- documenti e contratti;
- investimenti realizzati;
- somme contestate;
- responsabilità sul riscaldamento;
- condizioni per la riapertura;
- durata di un nuovo rapporto;
- tutela delle parti;
- progetto di sviluppo dell’area.
Chiediamo che ogni soggetto arrivi al confronto con dati, documenti e proposte.
Non con ricostruzioni passate di bocca in bocca.
Da problema a opportunità
La Torre Piezometrica oggi rappresenta un problema.
Può però tornare a essere un’opportunità.
L’investimento principale è già stato realizzato. Le strutture esistono. Il bisogno di spazi per l’arrampicata e la preparazione multidisciplinare è evidente. Le famiglie e i ragazzi cercano luoghi nei quali allenarsi. Il territorio possiede competenze e professionalità.
Occorre decidere se lasciare che tutto questo rimanga fermo oppure provare a costruire una soluzione.
Noi continuiamo a scegliere la seconda strada.
Siamo pronti a discutere, riconoscere gli obblighi correttamente documentati e costruire un piano sostenibile.
Chiediamo però che anche gli altri soggetti facciano la propria parte.
Quasi 100.000 euro di investimento, due sale attrezzate e un progetto con grandi possibilità non possono rimanere bloccati senza che almeno si tenti un vero confronto.
La Torre non appartiene simbolicamente soltanto a chi possiede le chiavi.
Appartiene anche alla storia industriale di Aosta e alle possibilità future della sua comunità.
È tempo di sedersi intorno allo stesso tavolo e decidere se riaprirne le porte
——————-29 settenbre 2026————–
Torre Piezometrica: quasi 100.000 euro investiti, un progetto da sviluppare e un futuro ancora incerto
Nel precedente Diario di Bordo abbiamo raccontato il percorso che stiamo facendo per costruire Valle d’Aosta Sarvadza.
Un percorso fatto di incontri, progetti, amministrazioni contattate, collaborazioni cercate e territori nei quali proviamo a trasformare le idee in qualcosa di concreto.
Ma raccontare questo progetto significa anche raccontare gli ostacoli che incontriamo.
Uno di questi riguarda la Torre Piezometrica di Aosta.
E vogliamo parlarne apertamente, mettendo a disposizione delle persone alcuni elementi per comprendere cosa è successo, cosa abbiamo realizzato e soprattutto perché questa situazione sta diventando sempre più difficile da sostenere per l’APD Lo Contrebandjé.
Quasi 100.000 euro investiti dall’associazione
Sotto la Torre Piezometrica abbiamo realizzato negli anni due strutture dedicate all’arrampicata: una sala didattica e una sala boulder.
Per arrivare fin qui l’APD Lo Contrebandjé ha investito complessivamente quasi 100.000 euro.
Non si tratta quindi soltanto di qualche corso organizzato all’interno di locali messi a disposizione.
Abbiamo creduto in quel luogo, abbiamo investito risorse dell’associazione e abbiamo costruito delle strutture pensando che potessero rappresentare la base di un progetto sportivo più importante.
Oggi, però, ci troviamo in una situazione estremamente delicata.
Il tentativo di conciliazione con il Cral Cogne
È in corso un percorso di conciliazione con il Cral Cogne per cercare di trovare una soluzione alla controversia che si è creata relativamente agli spazi sotto la Torre.
Vogliamo essere molto chiari su questo punto: non intendiamo ostacolare il percorso di conciliazione.
Se questa rappresenterà la strada necessaria per poter continuare il progetto, siamo disponibili a percorrerla.
Ma contemporaneamente abbiamo il dovere di raccontare la situazione nella quale si trova oggi la nostra associazione.
Abbiamo effettuato un investimento molto importante, continuiamo a sostenere il finanziamento acceso per realizzarlo e, nonostante questo, non disponiamo ancora delle certezze necessarie per programmare il futuro della struttura.
Siamo nuovamente a ottobre
Ed è probabilmente questo l’aspetto che rende meglio l’idea della situazione.
Siamo nuovamente arrivati a ottobre.
La stagione sportiva deve iniziare, le famiglie ci chiedono informazioni, dobbiamo organizzare i gruppi e soprattutto dobbiamo trovare gli spazi nei quali far allenare i ragazzi dei Contrebandjé che praticano arrampicata sportiva.
E noi siamo ancora fermi.
Da una parte abbiamo una struttura nella quale abbiamo investito quasi 100.000 euro.
Dall’altra dobbiamo cercare soluzioni alternative per permettere ai nostri ragazzi di allenarsi.
Nel frattempo il finanziamento contratto dall’associazione per quell’investimento continua naturalmente ad essere pagato.
È una situazione che, indipendentemente dalle responsabilità che dovranno essere eventualmente accertate nelle sedi opportune, sta producendo conseguenze concrete sull’attività dell’associazione e sulla programmazione sportiva dei nostri ragazzi.
Stiamo raccontando questa situazione alle istituzioni
Negli ultimi mesi abbiamo deciso di non limitarci ad aspettare.
Nel percorso di presentazione di Valle d’Aosta Sarvadza sto incontrando e contattando progressivamente anche i rappresentanti del Consiglio regionale della Valle d’Aosta, cercando di spiegare personalmente il progetto e, insieme ad esso, alcune delle difficoltà che l’APD Lo Contrebandjé sta affrontando.
Tra queste ci sono la situazione della Torre Piezometrica, le problematiche che abbiamo vissuto con il Comune di Ollomont e la difficoltà di individuare spazi adeguati e stabili nei quali sviluppare l’attività di arrampicata sportiva dei nostri giovani.
Non chiediamo alle persone che incontriamo di schierarsi.
Chiediamo di conoscere i fatti, conoscere quello che abbiamo realizzato e conoscere quello che vorremmo ancora realizzare.
Perché prima di poter trovare una soluzione bisogna almeno riuscire a mettere tutti nelle condizioni di comprendere il problema.
La proposta di una tavola rotonda
Per questo abbiamo proposto in più occasioni una cosa molto semplice:
sediamoci tutti intorno allo stesso tavolo.
Vorremmo creare un momento di confronto che coinvolga APD Lo Contrebandjé, Cral Cogne, VDA Structure, Regione Autonoma Valle d’Aosta e gli altri soggetti istituzionali eventualmente interessati.
Non un tavolo per stabilire chi abbia ragione e chi abbia torto.
Un tavolo per capire se esiste una soluzione.
Perché continuare a lasciare una situazione di questo tipo sospesa significa rischiare di compromettere gli investimenti già effettuati e, soprattutto, impedire qualsiasi programmazione futura.
Ma la Torre per noi non finisce nelle due sale
Ed è qui che questa storia torna a collegarsi direttamente al progetto Valle d’Aosta Sarvadza.
Noi non vogliamo semplicemente trovare una soluzione per poter riaprire due sale di arrampicata.
Abbiamo elaborato una proposta molto più ampia per trasformare l’area della Torre Piezometrica in un polo sportivo multidisciplinare dedicato soprattutto a bambini e ragazzi.
Arrampicata boulder, lead e speed, parkour, calisthenics, slackline, highline, bike trial, OCR, mini bike park, preparazione multidisciplinare, spazi di aggregazione e servizi.
Un luogo dove un bambino possa iniziare a muoversi, sperimentare discipline differenti e progressivamente sviluppare capacità coordinative, forza, equilibrio, autonomia e competenze motorie.
Un luogo dove possano convivere attività di base, corsi, allenamento agonistico ed eventi.
E abbiamo iniziato a ragionare anche sul collegamento con la parte più ampia dell’area, immaginando un percorso OCR, un mini bike park e attività stagionali e turistiche capaci di creare una connessione con altri flussi sportivi della città.
Questo è ciò che vorremmo discutere insieme alle istituzioni.
Non soltanto come risolvere un problema del passato, ma soprattutto che cosa possiamo costruire in futuro.
Da un problema può nascere un progetto
È una filosofia che stiamo cercando di applicare anche nel percorso di Valle d’Aosta Sarvadza.
Quando incontriamo un problema possiamo limitarci a contestarlo oppure possiamo provare a capire se da quella difficoltà possa nascere qualcosa di nuovo.
Alla Torre Piezometrica vorremmo fare esattamente questo.
Prima, però, occorre creare condizioni sufficientemente stabili per poter investire, cercare partner, presentare progetti e andare alla ricerca dei finanziamenti necessari.
È difficile chiedere ad un’impresa, ad una fondazione o ad un finanziatore di credere in un progetto quando noi stessi non siamo nelle condizioni di sapere quale sarà il futuro degli spazi nei quali quel progetto dovrebbe nascere.
Per questo continuiamo a raccontare
Come abbiamo deciso di fare per altre vicende che hanno segnato il nostro percorso, vogliamo raccogliere anche intorno alla Torre Piezometrica informazioni, testimonianze e contributi.
Non chiediamo a nessuno di prendere posizione nella controversia.
Ci interessa parlare con chi ha frequentato le sale, con i genitori, con i ragazzi, con gli atleti, con gli istruttori e con chi conosce la storia di questo luogo.
Ma ci interessa anche entrare in contatto con professionisti, imprese, amministratori, tecnici, possibili partner o semplicemente persone che possano indicarci esperienze, strumenti, finanziamenti o strade che oggi non conosciamo.
A volte una telefonata, un contatto o un’informazione possono aprire una strada alla quale non avevamo pensato.
Chi vuole aiutarci può contattarci
APD Lo Contrebandjé – Espri Sarvadzo
E-mail: cristian.bredy@locontrebandje.com
Tel. 3518425078
Sito: EspriSarvadzo.com
Raccoglieremo le testimonianze e le informazioni ricevute e continueremo a raccontare pubblicamente l’evoluzione di questo percorso.
Perché il Diario di Bordo nasce anche per questo: lasciare una traccia di quello che stiamo facendo, delle difficoltà che incontriamo e dei tentativi che facciamo per superarle.
E la Torre Piezometrica, oggi, è uno dei passaggi più importanti di questo percorso



