—————-29 settembre 2026—————
Arrampicata sportiva e sport in Valle d’Aosta: costruire un futuro attraverso il dialogo
Nel precedente articolo del nostro Diario di Bordo abbiamo raccontato il percorso del progetto Valle d’Aosta Sarvadza e abbiamo accennato ad alcune delle difficoltà incontrate dall’A.P.D. Lo Contrebandjé nel corso della propria attività.
Con questa nuova pagina vogliamo approfondire uno dei temi che ci stanno particolarmente a cuore: il futuro dell’arrampicata sportiva e della formazione dei giovani in Valle d’Aosta.
Non vogliamo puntare il dito contro qualcuno, né esprimere giudizi prima di avere raccolto tutti gli elementi necessari. Vogliamo, invece, raccontare pubblicamente il percorso che stiamo affrontando, le proposte avanzate, le difficoltà incontrate e le soluzioni che stiamo cercando di costruire.
Crediamo che portare questi temi all’attenzione dell’opinione pubblica possa aiutare ad avviare un confronto più ampio, trasparente e costruttivo.
Dal 2009, un’associazione nata nella Valpelline
L’A.P.D. Lo Contrebandjé nasce nel 2009 nella Valpelline, con l’obiettivo di promuovere lo sport, l’arrampicata e le attività di montagna come strumenti educativi, formativi e di crescita personale.
Per molti anni la nostra attività si è sviluppata principalmente nella palestra di arrampicata di Ollomont, la Maison Grimpe, e nelle strutture naturali e sportive presenti sul territorio.
Ollomont e la Valpelline rappresentano le nostre radici. Con il tempo, però, ci siamo resi conto che la distanza dai principali centri abitati rendeva più difficile intercettare un bacino sufficientemente ampio di bambini, ragazzi e famiglie.
Per dare continuità all’associazione e offrire maggiori opportunità ai giovani, abbiamo quindi deciso di avvicinarci anche ad Aosta.
Da questa scelta è nato l’importante investimento realizzato nella Torre Piezometrica di Aosta, trasformata attraverso il progetto Torre Climbing in uno spazio dedicato all’arrampicata sportiva, alla formazione e, nella nostra visione, allo sviluppo futuro di attività multidisciplinari.
È stato un percorso impegnativo, sostenuto con risorse, lavoro e responsabilità assunte direttamente dall’associazione. Un investimento fatto credendo nelle potenzialità dell’arrampicata sportiva e nella possibilità di costruire ad Aosta un punto di riferimento aperto ai giovani e al territorio.
Primo obiettivo: far dialogare l’arrampicata con gli altri sport
Il primo obiettivo che stiamo portando avanti è sviluppare un modello di formazione nel quale l’arrampicata non rimanga isolata, ma dialoghi con altre discipline.
Soprattutto nelle fasce più giovani, crediamo che una preparazione completa debba permettere ai ragazzi di sperimentare differenti capacità motorie: correre, arrampicare, superare ostacoli, mantenere l’equilibrio, coordinare i movimenti, affrontare l’ambiente naturale e imparare a gestire gradualmente le proprie responsabilità.
Per questo motivo abbiamo costruito un percorso che affianca all’arrampicata sportiva attività come:
- corsa e preparazione atletica;
- parkour;
- OCR e percorsi a ostacoli;
- slackline e attività di equilibrio;
- movimento in ambiente naturale;
- sicurezza e conoscenza della montagna.
La nostra proposta per la stagione 2026-2027 nasce proprio da questa visione: utilizzare l’arrampicata come disciplina centrale, inserendola però all’interno di un progetto educativo e sportivo più ampio.
Tutte le informazioni sul percorso sono disponibili nella pagina dedicata ai corsi di arrampicata e multidiscipline 2026-2027.
Il nostro intento non è sostituire le singole discipline o sovrapporci alle associazioni che già operano sul territorio. Al contrario, vogliamo creare collaborazioni tra tecnici, società e realtà sportive, mettendo al centro la crescita dei ragazzi.
Secondo obiettivo: costruire una rete valdostana dell’arrampicata
Il secondo obiettivo riguarda lo sviluppo complessivo dell’arrampicata sportiva in Valle d’Aosta.
Nel nostro territorio operano soggetti diversi, con competenze, ruoli e appartenenze differenti:
- società affiliate alla Federazione Arrampicata Sportiva Italiana;
- associazioni appartenenti agli enti di promozione sportiva;
- guide alpine;
- Club Alpino Italiano;
- gestori di palestre e strutture di arrampicata;
- tecnici, istruttori e tracciatori;
- scuole ed enti di formazione;
- istituzioni e amministrazioni pubbliche.
Riteniamo che questa varietà possa rappresentare una grande ricchezza, ma soltanto se si riesce a costruire un luogo di confronto nel quale ciascun soggetto possa contribuire nel rispetto dei propri ruoli e delle proprie competenze.
Da tempo stiamo cercando di promuovere un dialogo tra queste realtà, proponendo la creazione di un circuito valdostano inclusivo e promozionale di arrampicata sportiva.
Un circuito non riservato esclusivamente agli agonisti, ma capace di coinvolgere anche bambini, ragazzi, principianti, associazioni e palestre diverse. Un’occasione per far conoscere la disciplina, mettere in rete le strutture, avvicinare nuove famiglie e accompagnare gradualmente chi desidera intraprendere anche un percorso federale e agonistico.
Guardando più lontano, ci piacerebbe che questo lavoro comune aiutasse l’arrampicata valdostana a crescere anche sotto il profilo federale. La Valle d’Aosta è oggi organizzata come Delegazione FASI: con il contributo di tutte le società e nel rispetto dei requisiti federali, si potrebbe iniziare a ragionare su un percorso di crescita e su una rappresentanza territoriale ancora più strutturata.
Non è un risultato che può essere raggiunto da una sola associazione. Richiede partecipazione, fiducia, disponibilità al confronto e una volontà condivisa.
La difficoltà di riuscire a sedersi intorno allo stesso tavolo
La parte più difficile, fino a questo momento, non è stata formulare le proposte. È stata riuscire a portare i diversi interlocutori intorno allo stesso tavolo per discutere concretamente del futuro sportivo dei giovani e dell’arrampicata in Valle d’Aosta.
Abbiamo promosso incontri, inviato comunicazioni e cercato il coinvolgimento della Federazione, del CONI, degli enti di promozione sportiva, delle guide alpine e delle altre realtà interessate.
Il dialogo, però, procede con grande fatica.
Non vogliamo interpretare questa difficoltà come una mancanza di interesse da parte di qualcuno. Sappiamo che ogni organizzazione ha i propri impegni, le proprie responsabilità e le proprie procedure. Allo stesso tempo, riteniamo che continuare a rimandare il confronto rischi di far perdere opportunità importanti ai giovani, alle società sportive e all’intero territorio valdostano.
Le strutture esistono, le competenze sono presenti e l’interesse verso l’arrampicata continua a crescere. Quello che ancora manca è una visione sufficientemente condivisa.
Il tema delle strutture pubbliche
Un’altra difficoltà riguarda la possibilità, per le associazioni sportive, di comprendere con chiarezza come utilizzare gli spazi pubblici dedicati all’arrampicata.
Il caso del modulo di arrampicata del Palaindoor di Aosta è, per noi, particolarmente significativo.
Abbiamo manifestato formalmente il nostro interesse a utilizzare la sala per i corsi e per gli allenamenti dei ragazzi, indicando le fasce orarie necessarie e chiedendo chiarimenti su alcuni aspetti fondamentali:
- soggetto responsabile della gestione;
- modalità di assegnazione degli spazi;
- tariffe e condizioni economiche;
- rapporti contrattuali;
- gestione degli accessi;
- compresenza tra corsi e frequentatori individuali;
- organizzazione della tracciatura;
- disponibilità di spazi adeguati per gli allenamenti agonistici.
Sono informazioni indispensabili per poter presentare i corsi, comunicare correttamente con le famiglie, organizzare il lavoro dei tecnici e programmare una stagione sportiva.
All’avvio delle attività, però, non disponiamo ancora di un quadro sufficientemente chiaro per programmare e promuovere con certezza le nostre proposte.
Anche in questo caso non vogliamo formulare accuse o giudizi. Chiediamo semplicemente che, trattandosi di una struttura pubblica comunale, siano definite e comunicate regole trasparenti, verificabili e accessibili a tutte le associazioni interessate.
Occorre distinguere chiaramente la gestione generale dell’impianto, la gestione tecnica della sala, la tracciatura, la riscossione degli ingressi, l’attività corsistica delle singole associazioni e la frequentazione individuale.
Fare chiarezza non significa alimentare un conflitto. Significa creare le condizioni necessarie per collaborare.
Portare i problemi all’attenzione pubblica per cercare soluzioni
Abbiamo scelto di raccontare queste difficoltà perché pensiamo che i problemi non debbano essere nascosti o affrontati soltanto attraverso conversazioni riservate.
Portarli all’attenzione dell’opinione pubblica non significa criticare persone, associazioni o istituzioni. Significa assumersi la responsabilità di spiegare cosa sta accadendo e cercare il contributo di chi può aiutarci a comprendere meglio la situazione.
Il nostro obiettivo rimane quello di arrivare a risultati concreti per la Valle d’Aosta:
- più opportunità sportive per bambini e ragazzi;
- una maggiore collaborazione tra le discipline;
- un circuito promozionale valdostano di arrampicata;
- strutture accessibili attraverso regole chiare;
- una programmazione condivisa degli spazi e della tracciatura;
- un dialogo stabile tra associazioni, Federazione, enti di promozione sportiva, guide alpine, CAI e istituzioni;
- un percorso di crescita dell’arrampicata valdostana, sia promozionale sia agonistica.
Continueremo quindi a chiedere incontri e occasioni di confronto, cercando di mantenere un atteggiamento costruttivo e mettendo a disposizione le nostre competenze e la nostra esperienza.
Aiutateci a fare chiarezza e a costruire questo percorso
Come abbiamo già fatto negli altri capitoli del Diario di Bordo, lasciamo aperto questo spazio a chiunque desideri aiutarci.
Cerchiamo persone, associazioni, tecnici, famiglie, rappresentanti istituzionali e realtà sportive che possano:
- condividere informazioni utili;
- aiutarci a ricostruire con chiarezza ruoli e procedure;
- partecipare al confronto sul futuro dell’arrampicata valdostana;
- collaborare alla costruzione del circuito promozionale;
- sostenere il progetto multidisciplinare rivolto ai giovani;
- proporre esperienze e soluzioni già adottate in altri territori.
Non stiamo cercando uno scontro. Stiamo cercando interlocutori disponibili a costruire.
Perché crediamo che l’arrampicata sportiva possa rappresentare una grande opportunità educativa, sociale e sportiva per la Valle d’Aosta. Ma per trasformare questa possibilità in un risultato concreto servono dialogo, trasparenza e volontà di lavorare insieme.
A.P.D. Lo Contrebandjé
Cristian Bredy – Presidente
E-mail: cristian.bredy@locontrebandje.com
Telefono: +39 331 958 3294
Niente scuse: dipende tutto da noi.



