di Cristian Bredy – Costruire il futuro, affrontare le difficoltà
Valle d’Aosta Sarvadza continua il suo cammino
Con il Diario di Bordo abbiamo scelto di raccontare il nostro percorso senza separare i progetti dalle difficoltà incontrate per realizzarli.
Valle d’Aosta Sarvadza continua a crescere attraverso incontri, confronti e nuove collaborazioni. Stiamo presentando il progetto alle amministrazioni comunali, alle istituzioni regionali, alle scuole, ai professionisti, alle imprese e alle realtà che operano sul territorio.
Parallelamente, abbiamo avviato le richieste di patrocinio alla Regione autonoma Valle d’Aosta, alle Unités des Communes e ai Comuni interessati.
Il patrocinio, per noi, non rappresenta soltanto un riconoscimento formale. Significa condividere l’importanza di un percorso che vuole mettere in relazione territori, competenze e persone per costruire nuove opportunità in ambito sociale, formativo, sportivo, turistico e culturale.
Il progetto parte da un’area iniziale di 24 Comuni, ma rimane aperto ad altri territori e a tutte le realtà interessate a collaborare.
Non vogliamo proporre un modello imposto dall’esterno. Vogliamo partire dall’ascolto dei territori, individuare bisogni e risorse, costruire progetti pilota e verificare concretamente la loro sostenibilità.
Valpelline, il primo laboratorio del progetto
Con il Comune di Valpelline stiamo procedendo nella costruzione del primo laboratorio territoriale di Valle d’Aosta Sarvadza.
Uno dei progetti concreti riguarda la nuova ferrata didattica, pensata come strumento di avvicinamento alla montagna, alla sicurezza e alle attività verticali, con una particolare attenzione al coinvolgimento delle scuole.
La ferrata si inserisce nel percorso di sviluppo del Sito Naturale Didattico di Valpelline, dove negli ultimi anni abbiamo accompagnato numerosi bambini e ragazzi nelle prime esperienze di arrampicata.
L’obiettivo non è realizzare soltanto una nuova struttura, ma costruire intorno ad essa un’attività educativa continuativa: formazione, conoscenza dell’ambiente, sicurezza, movimento e avvicinamento consapevole alla montagna.
Il progetto è stato raccontato anche da La Stampa nell’articolo dedicato alla ferrata didattica e al suo possibile utilizzo con le scuole:
Leggi l’articolo de La Stampa sulla ferrata didattica di Valpelline
La ferrata rappresenta però soltanto una parte del lavoro.
Con Valpelline stiamo ragionando sulla valorizzazione del borgo, sui percorsi turistici ed escursionistici, sul collegamento tra il paese e l’alta montagna e sulla possibilità di sviluppare nuovi progetti di ricerca, formazione e monitoraggio ambientale.
Alcune proposte sono già entrate in una fase operativa; altre rimangono ipotesi da verificare attraverso studi di fattibilità, ricerca di partner e individuazione delle possibili fonti di finanziamento.
Questo è il metodo che vogliamo seguire: partire da azioni realizzabili, raccogliere dati, mettere insieme le competenze necessarie e costruire progressivamente un piano di sviluppo più ampio.
Ricerca in alta quota: Valpelline e Bionaz
Un passaggio importante di questo percorso sarà l’evento “Ricerca in alta quota – Iniziative e opportunità per il territorio”, in programma venerdì 2 e sabato 3 ottobre 2026 a Valpelline e Bionaz.
Venerdì 2 ottobre, dalle ore 14.30, la Pro Loco di Valpelline ospiterà stand, incontri e interventi aperti al pubblico.
Saranno presenti Espri Sarvadzo, il Politecnico di Torino, il Comitato Glaciologico Italiano, ARPA Valle d’Aosta, CVA, i Comuni di Valpelline e Bionaz e altri soggetti impegnati nella ricerca e nello sviluppo del territorio montano.
Durante i saluti istituzionali porteremo “uno sguardo dal territorio” e presenteremo il percorso di Valle d’Aosta Sarvadza, i suoi obiettivi a breve e lungo termine e il ruolo che la collaborazione tra ricerca, amministrazioni, imprese e comunità può avere nella costruzione di nuove opportunità per la montagna.
Sabato 3 ottobre le attività proseguiranno a Bionaz con la presentazione del modulo abitativo S.A.S.S.O. – Small Alpine Shelter for Scientific Observation – e con il rilievo geomatico del ghiacciaio del Braoulé. L’iniziativa comprenderà attività di monitoraggio meteorologico e un rilievo fotogrammetrico mediante drone.
Consulta il programma completo di “Ricerca in alta quota”
Questo appuntamento rappresenta bene il tipo di collaborazione che vogliamo promuovere con Valle d’Aosta Sarvadza: ricerca scientifica, conoscenza locale e sviluppo territoriale devono incontrarsi e lavorare insieme.
Costruire significa anche affrontare i problemi
Mentre portiamo avanti Valle d’Aosta Sarvadza, l’A.P.D. Lo Contrebandjé sta affrontando alcune situazioni particolarmente difficili.
Sono vicende diverse tra loro, ma accomunate da un problema: un’associazione sportiva che investe risorse, tempo e competenze sul territorio può trovarsi in una posizione molto fragile quando mancano chiarezza, continuità, coordinamento e tempi adeguati per programmare le attività.
Le tre questioni principali riguardano:
- il rapporto con il Comune di Ollomont;
- la Torre Piezometrica di Aosta;
- l’arrampicata sportiva e, più in generale, l’organizzazione dello sport in Valle d’Aosta.
Non vogliamo utilizzare il Diario di Bordo per lanciare accuse o chiedere alle persone di stabilire chi abbia ragione.
Vogliamo ricostruire i fatti, pubblicare i documenti che possono essere resi disponibili, distinguere le posizioni delle parti e formulare domande chiare.
Le valutazioni legali e amministrative devono rimanere nelle sedi competenti. Il confronto pubblico deve invece servire a comprendere che cosa non ha funzionato e che cosa si può migliorare.
Per questo motivo abbiamo scelto di dedicare a ciascuna vicenda un approfondimento separato.
Ollomont: investimenti, gestioni e questioni ancora aperte
A Ollomont l’A.P.D. Lo Contrebandjé ha lavorato per molti anni nella Maison Grimpe e, più recentemente, nella gestione del sito minerario, del parco avventura, dell’infopoint, del Bar Sarvadzo e della Sciovia Berio.
Sono state esperienze importanti, dalle quali sono nati servizi, attività turistiche, progetti educativi e percorsi formativi, tra cui quello dedicato alle Guide di Miniera.
Il rapporto con l’Amministrazione comunale è però progressivamente diventato più difficile. Oggi rimangono aperte questioni che riguardano le gestioni, gli accordi economici, la Sciovia Berio, il sito minerario e la Maison Grimpe.
Nell’approfondimento ricostruiremo separatamente le diverse vicende, attraverso cronologie, atti, comunicazioni e posizioni delle parti.
[APPROFONDIMENTO – OLLOMONT: I FATTI, I DOCUMENTI E LE QUESTIONI APERTE]
Torre Piezometrica: un investimento che deve poter produrre valore
La Torre Piezometrica di Aosta rappresenta uno degli investimenti più importanti sostenuti dall’associazione.
Abbiamo creduto nella possibilità di recuperare uno spazio inutilizzato e trasformarlo in un centro dedicato all’arrampicata e alle attività multidisciplinari.
Il progetto non riguarda soltanto una palestra. Intorno alla Torre abbiamo immaginato un polo sportivo ed educativo capace di comprendere arrampicata, parkour, OCR, calisthenics, slackline, bike trial e attività rivolte alle scuole e ai giovani.
In questi anni, però, l’associazione ha dovuto affrontare costi, interruzioni, difficoltà strutturali e problemi nei rapporti con i soggetti coinvolti.
Nell’approfondimento racconteremo l’investimento sostenuto, il percorso seguito, gli accordi raggiunti, le criticità ancora presenti e le condizioni necessarie affinché la Torre possa finalmente sviluppare tutte le sue potenzialità.
[APPROFONDIMENTO – TORRE PIEZOMETRICA: INVESTIMENTO, DIFFICOLTÀ E PROSPETTIVE]
Arrampicata sportiva e sport in Valle d’Aosta
La terza questione riguarda l’arrampicata sportiva e, più in generale, il sistema sportivo valdostano.
L’A.P.D. Lo Contrebandjé opera dal 2009 e ha maturato esperienza nell’organizzazione di corsi, eventi, attività giovanili e manifestazioni sportive.
Nonostante questo percorso, abbiamo incontrato difficoltà nell’accesso agli spazi, nel ricevere informazioni chiare, nel programmare le attività e nel comprendere ruoli e responsabilità dei diversi soggetti coinvolti.
La questione del modulo di arrampicata del Palaindoor di Aosta, i rapporti con gli organismi sportivi e le modalità di confronto tra le società richiedono maggiore chiarezza.
Non si tratta soltanto della nostra associazione.
Quando una società sportiva non riesce a conoscere per tempo le condizioni di utilizzo di una struttura, diventa difficile organizzare i corsi, informare le famiglie, costruire gruppi giovanili e programmare una stagione.
Nell’approfondimento cercheremo di ricostruire i passaggi principali e di proporre un confronto sul funzionamento dello sport valdostano, sulla trasparenza delle procedure e sulla necessità di garantire pari opportunità alle associazioni.
[APPROFONDIMENTO – ARRAMPICATA SPORTIVA E SPORT IN VALLE D’AOSTA]
Fare chiarezza per migliorare
Dare visibilità a queste vicende non significa voler alimentare uno scontro.
Significa riconoscere che le difficoltà incontrate non fanno bene allo sviluppo dello sport, dell’educazione, del turismo e della cultura in Valle d’Aosta.
Quando un’associazione investe sul territorio, forma tecnici, coinvolge giovani, gestisce strutture e costruisce nuovi progetti, dovrebbe poter lavorare all’interno di un sistema chiaro, trasparente e collaborativo.
Le criticità devono essere affrontate perché possano diventare occasioni di miglioramento.
Vogliamo contribuire a costruire una Valle d’Aosta capace di ottenere i risultati che merita in ambito sportivo, sociale, turistico e culturale.
Per farlo servono amministrazioni disponibili al confronto, associazioni responsabili, istituzioni presenti e regole comprensibili.
Serve anche il coraggio di raccontare ciò che non funziona, senza rinunciare a proporre soluzioni.
Il percorso continua
Valle d’Aosta Sarvadza nasce anche dalle esperienze che abbiamo vissuto.
Nasce dai risultati raggiunti, ma anche dagli errori, dalle difficoltà e dalle occasioni perdute.
Con Valpelline stiamo cercando di dimostrare che è possibile partire da progetti concreti, mettere in relazione ricerca scientifica e conoscenza del territorio e costruire collaborazioni capaci di guardare al futuro.
Le richieste di patrocinio, gli incontri con le amministrazioni, il rapporto con le scuole e l’evento “Ricerca in alta quota” rappresentano nuovi passi in questa direzione.
Allo stesso tempo, continueremo a chiedere chiarezza sulle situazioni di Ollomont, della Torre Piezometrica e dello sport valdostano.
Costruire e fare chiarezza non sono due percorsi separati.
Sono parti dello stesso impegno.
Niente scuse, dipende tutto da noi.
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Un saluto dallo staff di Esprisarvadzo, in questo Diario di Bordo vi terremo aggiornati, per crescere abbiamo bisogno di interagire e confrontarci con te.
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