—————-18 ottobre 2026—————
PalaIndoor di Aosta: una struttura pubblica, ma con quali regole?
di Cristian Bredy
Il PalaIndoor “Marco Acerbi” di Aosta è una struttura pubblica realizzata per rispondere alle esigenze dello sport valdostano.
Al suo interno convivono atletica, tennis e arrampicata. Discipline differenti, praticate da associazioni, atleti, ragazzi, famiglie e semplici cittadini.
Proprio per questo il PalaIndoor non può essere considerato soltanto come un edificio nel quale assegnare alcune ore di utilizzo.
È un servizio pubblico.
La domanda che vogliamo porre con questo approfondimento è semplice:
Tutte le associazioni sportive possono accedere al PalaIndoor attraverso regole chiare, pubbliche e uguali?
La “casa degli sportivi valdostani”
Quando il Comune di Aosta ha annunciato la nuova gestione sperimentale del PalaIndoor e della pista Tesolin, ha dichiarato la volontà di rendere gli impianti sempre più accoglienti e funzionali, fino a farne la “casa degli sportivi valdostani”.
È un obiettivo che condividiamo pienamente.
La gestione sperimentale per due anni è stata affidata a un’Associazione Temporanea di Imprese composta da UISP Valle d’Aosta, in qualità di capogruppo, e dai soggetti rappresentativi delle discipline presenti nella struttura, tra cui FIDAL, la Federazione di arrampicata sportiva e AS.S.VA. www.comune.aosta.it
Il modello, almeno nelle intenzioni, dovrebbe permettere alle diverse componenti dello sport valdostano di collaborare e rendere gli spazi disponibili alle società.
Ma come funziona concretamente?
Chi riceve le richieste? Chi assegna gli orari? Chi stabilisce le tariffe? Chi autorizza le singole associazioni? Entro quali tempi deve essere fornita una risposta?
Sono domande alle quali oggi, dopo mesi di comunicazioni, non abbiamo ancora ottenuto una risposta completa.
La struttura e la sua storia recente
Il PalaIndoor comprende una pista di atletica, spazi destinati al tennis e una palestra artificiale per l’arrampicata. La presenza di quest’ultimo modulo è indicata anche nella documentazione informativa del Comune di Aosta. www.comune.aosta.it
Nel febbraio 2023 la struttura era stata riaperta parzialmente e affidata temporaneamente ad AS.S.VA., in attesa del completamento del percorso per una gestione più ampia. Il Comune indicava espressamente che gli spazi sarebbero stati messi a disposizione degli sportivi e delle associazioni sublocatarie. www.comune.aosta.it
La gestione limitata ai moduli di arrampicata, atletica e tennis si è poi conclusa il 31 dicembre 2025. La chiusura temporanea successiva è stata motivata con la necessità di formalizzare il passaggio alla nuova gestione dell’intera struttura. PALAINDOOR AOSTA
Oggi esiste dunque un nuovo modello gestionale, ma le modalità operative di accesso non risultano ancora facilmente comprensibili per chi, come noi, chiede di utilizzare gli spazi.
La nostra richiesta
L’A.P.D. Lo Contrebandjé è affiliata alla FASI e svolge da anni attività di arrampicata sportiva, promozionale, formativa e agonistica.
Nel mese di agosto 2026 abbiamo presentato una manifestazione d’interesse per utilizzare il modulo di arrampicata del PalaIndoor durante la nuova stagione sportiva.
Gli orari richiesti erano:
- lunedì dalle 17 alle 20;
- mercoledì dalle 16 alle 19;
- venerdì dalle 17 alle 20.
Non abbiamo chiesto l’uso esclusivo della struttura.
Abbiamo chiesto la possibilità di organizzare gli allenamenti dei nostri gruppi in fasce orarie definite, rispettando le procedure e pagando le tariffe previste.
Ci siamo inizialmente rivolti ai soggetti che ritenevamo competenti. Successivamente ci siamo interfacciati con AS.S.VA., componente dell’ATI che gestisce il PalaIndoor, seguendo le modalità che ci sono state indicate.
Abbiamo chiesto chiarimenti, proposto soluzioni e cercato di distinguere due questioni:
- l’assegnazione di orari a un’associazione sportiva;
- la gestione complessiva del modulo di arrampicata, compresi utenti liberi, tracciatura e organizzazione generale.
Nonostante questi passaggi, non abbiamo ricevuto nei tempi necessari una risposta definitiva che ci permettesse di programmare normalmente la stagione.
Tre mesi per un nulla osta
Le richieste erano state avviate con circa tre mesi di anticipo.
Inizialmente non ci erano state rappresentate difficoltà tali da impedire l’avvio delle attività. Soltanto successivamente ci è stato comunicato che, senza il nulla osta del soggetto competente per il modulo di arrampicata e senza la firma del contratto, non avremmo potuto utilizzare gli spazi.
Questa situazione ha prodotto conseguenze concrete.
Avevamo presentato i corsi alle famiglie confidando nella possibilità di utilizzare una struttura pubblica per la quale avevamo seguito le procedure indicate.
Quando l’autorizzazione non è arrivata, abbiamo dovuto:
- sospendere o modificare gli allenamenti;
- cercare strutture alternative;
- utilizzare temporaneamente la Maison Grimpe di Ollomont;
- organizzare il trasporto dei ragazzi da Aosta;
- informare le famiglie all’ultimo momento;
- affrontare il rischio di perdere iscritti;
- rinunciare a una programmazione sportiva regolare.
Non si tratta quindi di una semplice pratica amministrativa rimasta in attesa.
Dietro ogni mancata risposta ci sono ragazzi che non possono allenarsi, genitori che devono riorganizzarsi, tecnici che non possono programmare e un’associazione che rischia di perdere il lavoro costruito negli anni.
Il problema non è l’esistenza di Oasi Verticale
Il sito di Oasi Verticale indica il PalaIndoor come propria sede operativa indoor e presenta un servizio di segreteria dedicato. oasivertical.com
In passato l’apertura al pubblico del modulo di arrampicata era stata presentata come il risultato di un accordo fra la Federazione e i soggetti che allora gestivano la struttura; Oasi Verticale veniva indicata come associazione incaricata della gestione operativa. aostasera.it
Non contestiamo a Oasi Verticale il diritto di organizzare corsi, allenare i propri atleti o utilizzare il PalaIndoor.
Il problema sarebbe un altro: se una struttura pubblica destinata a più associazioni diventasse, nei fatti, uno spazio accessibile principalmente attraverso il rapporto con una sola società.
Noi stessi, in passato, abbiamo pagato Oasi Verticale per poter svolgere alcune attività al PalaIndoor.
Oggi, però, abbiamo scelto di presentare direttamente una richiesta come associazione affiliata, chiedendo di conoscere regole, tariffe, orari e responsabilità.
Questo passaggio non dovrebbe essere percepito come un atto ostile.
Chiedere di utilizzare autonomamente uno spazio pubblico non significa essere “brutti e cattivi”. Significa esercitare il ruolo di una società sportiva regolarmente costituita e affiliata.
Il sistema delle informazioni passate di bocca in bocca
Uno dei problemi principali incontrati è la difficoltà di individuare una risposta ufficiale e definitiva.
Ci viene riferito che determinate informazioni non sarebbero ancora state comunicate dal Comune all’ATI. Altre volte viene indicato un soggetto diverso al quale rivolgersi. Nel frattempo, però, alcune attività sembrano svolgersi regolarmente.
Questo alimenta inevitabilmente domande e voci.
Il punto non è stabilire chi abbia pronunciato una determinata frase in una conversazione privata.
Il punto è costruire una procedura nella quale nessuna associazione debba affidarsi alle indiscrezioni per sapere:
- se può utilizzare la struttura;
- chi deve autorizzarla;
- quanto deve pagare;
- quali documenti deve presentare;
- entro quando riceverà una risposta.
Una struttura pubblica ha bisogno di comunicazioni ufficiali, referenti identificabili e criteri verificabili.
Siamo l’unica associazione in attesa?
Questa è la domanda centrale dell’intero approfondimento.
Anche le altre associazioni sportive hanno incontrato gli stessi ritardi e le stesse difficoltà oppure Lo Contrebandjé rappresenta un caso unico?
Per rispondere occorre conoscere:
- quali associazioni hanno chiesto di utilizzare gli spazi;
- in quale data hanno presentato la domanda;
- quali fasce orarie hanno richiesto;
- quando hanno ricevuto risposta;
- quali nulla osta sono stati necessari;
- quali contratti sono stati firmati;
- quali tariffe sono state applicate;
- quali associazioni stanno già svolgendo attività;
- quali richieste sono state respinte o sono ancora in attesa.
Non chiediamo di conoscere dati personali o informazioni riservate.
Chiediamo di comprendere se esista una procedura uguale per tutti.
Se anche altre associazioni stanno vivendo la nostra situazione, sarebbe importante saperlo e affrontare insieme il problema.
Se invece siamo l’unica realtà ancora senza una risposta, riteniamo legittimo chiedere perché.
Il ruolo della Federazione
La Federazione di arrampicata sportiva dovrebbe svolgere un ruolo importante nella programmazione territoriale.
In una regione piccola come la Valle d’Aosta, la Delegazione FASI dovrebbe rappresentare un luogo nel quale le società affiliate possano:
- incontrarsi;
- presentare le rispettive attività;
- coordinare calendari e allenamenti;
- discutere l’utilizzo delle strutture;
- sviluppare l’attività giovanile;
- collaborare nell’organizzazione delle gare;
- definire obiettivi comuni.
Negli ultimi anni questo confronto fra tutte le società è mancato o è risultato insufficiente.
Per questo abbiamo chiesto formalmente alla Delegazione FASI Valle d’Aosta di organizzare un incontro con tutte le associazioni affiliate.
Non vogliamo discutere del PalaIndoor soltanto attraverso comunicazioni separate.
Vogliamo che ogni società possa spiegare la propria esperienza e che venga chiarito pubblicamente il ruolo della Federazione nella gestione o nell’autorizzazione degli spazi.
Chi deve rispondere?
La catena delle responsabilità deve essere chiarita.
Il Comune di Aosta
È il proprietario della struttura e ha scelto il modello di gestione.
Deve verificare che il PalaIndoor risponda agli obiettivi dichiarati e che le società sportive possano accedere agli spazi attraverso criteri trasparenti.
L’ATI che gestisce il PalaIndoor
Deve organizzare l’utilizzo complessivo della struttura, definire procedure, contratti, tariffe e responsabilità operative.
AS.S.VA.
È uno dei soggetti con i quali le associazioni si interfacciano e dovrebbe fornire risposte chiare sulle modalità di richiesta e assegnazione degli spazi.
La Federazione di arrampicata sportiva
Deve tutelare lo sviluppo della disciplina e garantire un confronto equilibrato fra le società affiliate.
Le associazioni utilizzatrici
Devono rispettare regole, orari, tariffe e responsabilità, collaborando per un utilizzo sicuro e sostenibile dell’impianto.
Quando i ruoli non sono chiari, ogni soggetto può rinviare la risposta a un altro.
La conseguenza è che nessuno appare realmente responsabile della decisione finale.
Una questione di parità, non di privilegio
Non stiamo chiedendo un trattamento privilegiato.
Chiediamo che vengano applicati alcuni principi elementari:
- medesime informazioni per tutte le società;
- procedure pubbliche e comprensibili;
- tempi certi per le risposte;
- tariffe definite;
- motivazione delle eventuali limitazioni;
- possibilità di utilizzare gli spazi senza dipendere da un’altra associazione;
- programmazione condivisa fra le società affiliate;
- distinzione fra ruolo federale e interesse della singola società.
Se gli spazi sono insufficienti, occorre stabilire dei criteri.
Si possono considerare il numero di iscritti, l’attività giovanile, gli atleti agonisti, i risultati, la continuità dell’attività, i progetti scolastici e la capacità di collaborare.
Qualunque criterio venga scelto, deve essere conosciuto in anticipo e applicato nello stesso modo a tutti.
L’arrampicata valdostana ha bisogno di più collaborazione
La Valle d’Aosta possiede tutte le caratteristiche per diventare un territorio di riferimento nell’arrampicata.
Abbiamo montagne, falesie, guide alpine, tecnici, associazioni, atleti e una cultura profondamente legata all’ambiente verticale.
Manca però una programmazione condivisa.
Le società non dovrebbero essere costrette a contendersi gli spazi attraverso rapporti informali. Dovrebbero poter collaborare su:
- attività giovanile;
- formazione dei tecnici;
- calendari delle gare;
- tracciatura;
- allenamenti agonistici;
- promozione nelle scuole;
- multidisciplinarità;
- utilizzo coordinato delle strutture;
- sviluppo di nuovi impianti.
Una Federazione territoriale forte non è quella nella quale una sola società funziona bene.
È quella nella quale tutte le società hanno la possibilità di crescere.
Che cosa chiediamo
Le nostre richieste sono concrete:
- una risposta formale alla domanda di utilizzo presentata dall’A.P.D. Lo Contrebandjé;
- l’indicazione del soggetto responsabile dell’assegnazione degli spazi;
- la pubblicazione o comunicazione di criteri, tariffe e procedure;
- l’elenco delle fasce orarie disponibili;
- tempi certi per la sottoscrizione dei contratti;
- una soluzione temporanea per permettere ai ragazzi di allenarsi;
- un incontro fra Comune, ATI e associazioni interessate;
- una riunione della Delegazione FASI con tutte le società affiliate;
- chiarezza sul rapporto fra gestione del modulo e utilizzo da parte delle singole società;
- la possibilità di conoscere, in forma compatibile con la privacy, quante richieste siano state accolte, respinte o siano ancora in attesa.
Non vogliamo una guerra fra associazioni
È importante ribadirlo.
Non vogliamo trasformare questa vicenda in uno scontro fra Lo Contrebandjé e Oasi Verticale.
Le società sportive dovrebbero essere alleate nello sviluppo dell’arrampicata.
La responsabilità di creare un sistema equilibrato appartiene principalmente a chi possiede, gestisce e coordina la struttura.
Se le regole sono chiare, le associazioni possono collaborare.
Se le regole non sono chiare, ogni richiesta rischia di essere interpretata come un attacco agli spazi di qualcun altro.
Una domanda alla comunità sportiva
Chiediamo quindi alle associazioni valdostane:
Avete presentato richieste per utilizzare il PalaIndoor? Avete ricevuto risposta? Quali procedure avete seguito e quali difficoltà avete incontrato?
Non cerchiamo testimonianze contro qualcuno.
Cerchiamo informazioni che permettano di capire se il problema sia generale oppure specifico.
Chi desidera raccontarci la propria esperienza può scrivere a:
cristian.bredy@locontrebandje.com
La casa degli sportivi deve avere una porta riconoscibile
Se il PalaIndoor vuole essere davvero la casa degli sportivi valdostani, ogni associazione deve sapere da quale porta entrare.
Non può esistere una porta visibile soltanto a chi conosce già il percorso, i referenti o le consuetudini interne.
Occorrono regole, risposte e responsabilità.
Noi continueremo a chiedere di poter allenare i nostri ragazzi e svolgere le nostre attività.
Non contro le altre associazioni.
Non per ottenere privilegi.
Ma perché una struttura pubblica raggiunge il proprio scopo soltanto quando le opportunità che offre sono realmente accessibili attraverso criteri chiari, trasparenti e uguali per tutti.
—————-29 settembre 2026—————
Arrampicata sportiva e sport in Valle d’Aosta: costruire un futuro attraverso il dialogo
Nel precedente articolo del nostro Diario di Bordo abbiamo raccontato il percorso del progetto Valle d’Aosta Sarvadza e abbiamo accennato ad alcune delle difficoltà incontrate dall’A.P.D. Lo Contrebandjé nel corso della propria attività.
Con questa nuova pagina vogliamo approfondire uno dei temi che ci stanno particolarmente a cuore: il futuro dell’arrampicata sportiva e della formazione dei giovani in Valle d’Aosta.
Non vogliamo puntare il dito contro qualcuno, né esprimere giudizi prima di avere raccolto tutti gli elementi necessari. Vogliamo, invece, raccontare pubblicamente il percorso che stiamo affrontando, le proposte avanzate, le difficoltà incontrate e le soluzioni che stiamo cercando di costruire.
Crediamo che portare questi temi all’attenzione dell’opinione pubblica possa aiutare ad avviare un confronto più ampio, trasparente e costruttivo.
Dal 2009, un’associazione nata nella Valpelline
L’A.P.D. Lo Contrebandjé nasce nel 2009 nella Valpelline, con l’obiettivo di promuovere lo sport, l’arrampicata e le attività di montagna come strumenti educativi, formativi e di crescita personale.
Per molti anni la nostra attività si è sviluppata principalmente nella palestra di arrampicata di Ollomont, la Maison Grimpe, e nelle strutture naturali e sportive presenti sul territorio.
Ollomont e la Valpelline rappresentano le nostre radici. Con il tempo, però, ci siamo resi conto che la distanza dai principali centri abitati rendeva più difficile intercettare un bacino sufficientemente ampio di bambini, ragazzi e famiglie.
Per dare continuità all’associazione e offrire maggiori opportunità ai giovani, abbiamo quindi deciso di avvicinarci anche ad Aosta.
Da questa scelta è nato l’importante investimento realizzato nella Torre Piezometrica di Aosta, trasformata attraverso il progetto Torre Climbing in uno spazio dedicato all’arrampicata sportiva, alla formazione e, nella nostra visione, allo sviluppo futuro di attività multidisciplinari.
È stato un percorso impegnativo, sostenuto con risorse, lavoro e responsabilità assunte direttamente dall’associazione. Un investimento fatto credendo nelle potenzialità dell’arrampicata sportiva e nella possibilità di costruire ad Aosta un punto di riferimento aperto ai giovani e al territorio.
Primo obiettivo: far dialogare l’arrampicata con gli altri sport
Il primo obiettivo che stiamo portando avanti è sviluppare un modello di formazione nel quale l’arrampicata non rimanga isolata, ma dialoghi con altre discipline.
Soprattutto nelle fasce più giovani, crediamo che una preparazione completa debba permettere ai ragazzi di sperimentare differenti capacità motorie: correre, arrampicare, superare ostacoli, mantenere l’equilibrio, coordinare i movimenti, affrontare l’ambiente naturale e imparare a gestire gradualmente le proprie responsabilità.
Per questo motivo abbiamo costruito un percorso che affianca all’arrampicata sportiva attività come:
- corsa e preparazione atletica;
- parkour;
- OCR e percorsi a ostacoli;
- slackline e attività di equilibrio;
- movimento in ambiente naturale;
- sicurezza e conoscenza della montagna.
La nostra proposta per la stagione 2026-2027 nasce proprio da questa visione: utilizzare l’arrampicata come disciplina centrale, inserendola però all’interno di un progetto educativo e sportivo più ampio.
Tutte le informazioni sul percorso sono disponibili nella pagina dedicata ai corsi di arrampicata e multidiscipline 2026-2027.
Il nostro intento non è sostituire le singole discipline o sovrapporci alle associazioni che già operano sul territorio. Al contrario, vogliamo creare collaborazioni tra tecnici, società e realtà sportive, mettendo al centro la crescita dei ragazzi.
Secondo obiettivo: costruire una rete valdostana dell’arrampicata
Il secondo obiettivo riguarda lo sviluppo complessivo dell’arrampicata sportiva in Valle d’Aosta.
Nel nostro territorio operano soggetti diversi, con competenze, ruoli e appartenenze differenti:
- società affiliate alla Federazione Arrampicata Sportiva Italiana;
- associazioni appartenenti agli enti di promozione sportiva;
- guide alpine;
- Club Alpino Italiano;
- gestori di palestre e strutture di arrampicata;
- tecnici, istruttori e tracciatori;
- scuole ed enti di formazione;
- istituzioni e amministrazioni pubbliche.
Riteniamo che questa varietà possa rappresentare una grande ricchezza, ma soltanto se si riesce a costruire un luogo di confronto nel quale ciascun soggetto possa contribuire nel rispetto dei propri ruoli e delle proprie competenze.
Da tempo stiamo cercando di promuovere un dialogo tra queste realtà, proponendo la creazione di un circuito valdostano inclusivo e promozionale di arrampicata sportiva.
Un circuito non riservato esclusivamente agli agonisti, ma capace di coinvolgere anche bambini, ragazzi, principianti, associazioni e palestre diverse. Un’occasione per far conoscere la disciplina, mettere in rete le strutture, avvicinare nuove famiglie e accompagnare gradualmente chi desidera intraprendere anche un percorso federale e agonistico.
Guardando più lontano, ci piacerebbe che questo lavoro comune aiutasse l’arrampicata valdostana a crescere anche sotto il profilo federale. La Valle d’Aosta è oggi organizzata come Delegazione FASI: con il contributo di tutte le società e nel rispetto dei requisiti federali, si potrebbe iniziare a ragionare su un percorso di crescita e su una rappresentanza territoriale ancora più strutturata.
Non è un risultato che può essere raggiunto da una sola associazione. Richiede partecipazione, fiducia, disponibilità al confronto e una volontà condivisa.
La difficoltà di riuscire a sedersi intorno allo stesso tavolo
La parte più difficile, fino a questo momento, non è stata formulare le proposte. È stata riuscire a portare i diversi interlocutori intorno allo stesso tavolo per discutere concretamente del futuro sportivo dei giovani e dell’arrampicata in Valle d’Aosta.
Abbiamo promosso incontri, inviato comunicazioni e cercato il coinvolgimento della Federazione, del CONI, degli enti di promozione sportiva, delle guide alpine e delle altre realtà interessate.
Il dialogo, però, procede con grande fatica.
Non vogliamo interpretare questa difficoltà come una mancanza di interesse da parte di qualcuno. Sappiamo che ogni organizzazione ha i propri impegni, le proprie responsabilità e le proprie procedure. Allo stesso tempo, riteniamo che continuare a rimandare il confronto rischi di far perdere opportunità importanti ai giovani, alle società sportive e all’intero territorio valdostano.
Le strutture esistono, le competenze sono presenti e l’interesse verso l’arrampicata continua a crescere. Quello che ancora manca è una visione sufficientemente condivisa.
Il tema delle strutture pubbliche
Un’altra difficoltà riguarda la possibilità, per le associazioni sportive, di comprendere con chiarezza come utilizzare gli spazi pubblici dedicati all’arrampicata.
Il caso del modulo di arrampicata del Palaindoor di Aosta è, per noi, particolarmente significativo.
Abbiamo manifestato formalmente il nostro interesse a utilizzare la sala per i corsi e per gli allenamenti dei ragazzi, indicando le fasce orarie necessarie e chiedendo chiarimenti su alcuni aspetti fondamentali:
- soggetto responsabile della gestione;
- modalità di assegnazione degli spazi;
- tariffe e condizioni economiche;
- rapporti contrattuali;
- gestione degli accessi;
- compresenza tra corsi e frequentatori individuali;
- organizzazione della tracciatura;
- disponibilità di spazi adeguati per gli allenamenti agonistici.
Sono informazioni indispensabili per poter presentare i corsi, comunicare correttamente con le famiglie, organizzare il lavoro dei tecnici e programmare una stagione sportiva.
All’avvio delle attività, però, non disponiamo ancora di un quadro sufficientemente chiaro per programmare e promuovere con certezza le nostre proposte.
Anche in questo caso non vogliamo formulare accuse o giudizi. Chiediamo semplicemente che, trattandosi di una struttura pubblica comunale, siano definite e comunicate regole trasparenti, verificabili e accessibili a tutte le associazioni interessate.
Occorre distinguere chiaramente la gestione generale dell’impianto, la gestione tecnica della sala, la tracciatura, la riscossione degli ingressi, l’attività corsistica delle singole associazioni e la frequentazione individuale.
Fare chiarezza non significa alimentare un conflitto. Significa creare le condizioni necessarie per collaborare.
Portare i problemi all’attenzione pubblica per cercare soluzioni
Abbiamo scelto di raccontare queste difficoltà perché pensiamo che i problemi non debbano essere nascosti o affrontati soltanto attraverso conversazioni riservate.
Portarli all’attenzione dell’opinione pubblica non significa criticare persone, associazioni o istituzioni. Significa assumersi la responsabilità di spiegare cosa sta accadendo e cercare il contributo di chi può aiutarci a comprendere meglio la situazione.
Il nostro obiettivo rimane quello di arrivare a risultati concreti per la Valle d’Aosta:
- più opportunità sportive per bambini e ragazzi;
- una maggiore collaborazione tra le discipline;
- un circuito promozionale valdostano di arrampicata;
- strutture accessibili attraverso regole chiare;
- una programmazione condivisa degli spazi e della tracciatura;
- un dialogo stabile tra associazioni, Federazione, enti di promozione sportiva, guide alpine, CAI e istituzioni;
- un percorso di crescita dell’arrampicata valdostana, sia promozionale sia agonistica.
Continueremo quindi a chiedere incontri e occasioni di confronto, cercando di mantenere un atteggiamento costruttivo e mettendo a disposizione le nostre competenze e la nostra esperienza.
Aiutateci a fare chiarezza e a costruire questo percorso
Come abbiamo già fatto negli altri capitoli del Diario di Bordo, lasciamo aperto questo spazio a chiunque desideri aiutarci.
Cerchiamo persone, associazioni, tecnici, famiglie, rappresentanti istituzionali e realtà sportive che possano:
- condividere informazioni utili;
- aiutarci a ricostruire con chiarezza ruoli e procedure;
- partecipare al confronto sul futuro dell’arrampicata valdostana;
- collaborare alla costruzione del circuito promozionale;
- sostenere il progetto multidisciplinare rivolto ai giovani;
- proporre esperienze e soluzioni già adottate in altri territori.
Non stiamo cercando uno scontro. Stiamo cercando interlocutori disponibili a costruire.
Perché crediamo che l’arrampicata sportiva possa rappresentare una grande opportunità educativa, sociale e sportiva per la Valle d’Aosta. Ma per trasformare questa possibilità in un risultato concreto servono dialogo, trasparenza e volontà di lavorare insieme.
A.P.D. Lo Contrebandjé
Cristian Bredy – Presidente
E-mail: cristian.bredy@locontrebandje.com
Telefono: +39 331 958 3294
Niente scuse: dipende tutto da noi.



