Fare rete, cercare risorse, continuare a fare domande
di Cristian Bredy
Il percorso di Valle d’Aosta Sarvadza continua.
In queste settimane stiamo lavorando per trasformare un progetto ampio e ambizioso in una rete concreta di persone, amministrazioni, imprese, scuole, professionisti, associazioni e istituzioni.
Abbiamo presentato il progetto in diverse occasioni, compreso l’incontro del S.A.S.S.O., e continuiamo a cercare collaboratori e partner capaci di condividere non soltanto una visione, ma anche una parte del lavoro necessario per realizzarla.
Stiamo cercando di consolidare i rapporti con la Regione, le Unités des Communes, i Comuni e le comunità locali. Parallelamente, stiamo individuando bandi e finanziamenti che possano sostenere le diverse azioni previste.
L’obiettivo è costruire una rete capace di progettare e lavorare insieme, perché oggi le idee, da sole, non bastano. Servono competenze, organizzazione, risorse economiche e soggetti disposti ad assumersi responsabilità concrete.
A che punto siamo
Valle d’Aosta Sarvadza nasce dall’esperienza maturata sul territorio e dalla convinzione che sport, formazione, turismo, cultura, ambiente, agricoltura e lavoro non debbano procedere come mondi separati.
Valpelline rappresenta il primo laboratorio territoriale. Qui stiamo lavorando su percorsi turistici ed escursionistici, sulla ferrata didattica, sui Siti Didattici Naturali, sulla valorizzazione della Casa Forte, sul recupero dell’Alpeggio La Nouva e sulla possibilità di collegare il borgo, la montagna e le attività economiche locali.
Accanto a questo primo progetto pilota, stiamo incontrando altre amministrazioni e presentando Valle d’Aosta Sarvadza in nuovi territori. Ogni Comune possiede caratteristiche, problemi e potenzialità differenti: il nostro compito non è proporre una formula identica per tutti, ma costruire progetti partendo dalle risorse già presenti.
Stiamo inoltre cercando partner tecnici, scientifici ed economici che possano aiutarci nello sviluppo dei progetti, nella raccolta e nell’analisi dei dati, nella ricerca dei finanziamenti e nella realizzazione delle attività.
Il lavoro da fare è ancora molto, ma la direzione è tracciata.
Dalle idee alle risorse necessarie
Per passare dalla progettazione alla realizzazione servono risorse.
Servono per coordinare gli incontri, costruire i partenariati, partecipare ai bandi, preparare la documentazione, sviluppare i prodotti turistici e formativi, coinvolgere le scuole, comunicare le attività e misurare i risultati.
Per questo stiamo lavorando contemporaneamente su più strade:
- ricerca di bandi regionali, nazionali ed europei;
- costruzione di partenariati pubblici e privati;
- richieste di patrocinio e collaborazione alle amministrazioni;
- crowdfunding;
- sponsorizzazioni;
- coinvolgimento di imprese e professionisti;
- sviluppo di prodotti e servizi capaci di generare entrate.
I risultati di Valle d’Aosta Sarvadza non devono essere immaginati soltanto nel lungo periodo. Se troviamo le risorse necessarie, alcuni effetti possono iniziare immediatamente ed essere monitorati: accordi formalizzati, progetti presentati, bandi individuati, prodotti sviluppati, attività avviate, persone coinvolte e nuovi servizi messi a disposizione del territorio.
Fuori Gregge e l’importanza di informarsi
Venerdì 9 ottobre ho assistito allo spettacolo Fuori Gregge di Matteo Gracis.
La serata mi ha lasciato molti spunti di riflessione, soprattutto sul valore dell’informazione indipendente, sulla necessità di non fermarsi alla prima versione ricevuta e sull’importanza di continuare a porre domande.
Il progetto Fuori Gregge e l’esperienza del giornale L’Indipendente dimostrano quanto sia importante creare spazi capaci di offrire informazioni, approfondimenti e punti di vista che aiutino le persone a ragionare.
È anche ciò che, nel nostro piccolo, vogliamo fare con il Diario di Bordo.
Non vogliamo limitarci a pubblicare aggiornamenti sulle attività. Vogliamo raccontare le esperienze, spiegare le difficoltà, documentare i passaggi e coinvolgere le persone nelle questioni che riguardano il territorio.
Durante lo spettacolo erano presenti circa quattrocento persone. Ho pensato a cosa potrebbe accadere se anche solo una parte di queste persone si interessasse alle vicende di Ollomont, della Torre Piezometrica o del PalaIndoor, ne parlasse e iniziasse a chiedere risposte.
I casi piccoli fanno meno notizia, ma spesso contengono meccanismi che riguardano tutti.
Oggi una determinata situazione può colpire un’associazione sportiva. Domani, attraverso modalità simili, può coinvolgere un’impresa, un cittadino, un’altra associazione o un’intera comunità.
Una domanda sulla rendicontazione di Ollomont
Recentemente una persona mi ha chiesto se fosse vero che avevamo presentato la rendicontazione del sito minerario di Ollomont in formato Excel, come riportato da un articolo di giornale.
Mi ha spiegato di essersi informata e di aver ricevuto questa risposta: un contributo non potrebbe essere erogato sulla base di un semplice file Excel.
È una domanda legittima. Ed è proprio questo che desideriamo: che le persone leggano, riflettano e chiedano spiegazioni.
Occorre però evitare che una singola affermazione, separata dal contesto, diventi automaticamente una conclusione.
Se durante il primo anno non si erano verificati problemi analoghi, è ragionevole domandarsi che cosa sia cambiato. L’associazione aveva modificato improvvisamente il proprio modo di operare oppure erano intervenuti altri elementi che avevano rallentato e complicato la procedura?
Se esistevano problemi formali, un dialogo tempestivo fra le parti avrebbe potuto permettere di individuarli e correggerli?
Queste sono le domande che riteniamo necessario porre.
Quando esistono la volontà di collaborare e un dialogo corretto, molti problemi amministrativi possono essere affrontati. Quando invece si crea un muro, gli stessi problemi possono diventare strumenti capaci di bloccare un’attività e mettere in difficoltà chi la sta svolgendo.
Approfondiremo l’intera vicenda, con documenti, date e passaggi verificabili, nella pagina dedicata a Ollomont.
Un incontro civico a Ollomont
Nelle prossime settimane di ottobre vogliamo promuovere a Ollomont un incontro aperto agli esercenti, alle associazioni, ai cittadini e a tutti i soggetti interessati.
Vogliamo affrontare la situazione dell’A.P.D. Lo Contrebandjé non soltanto come una controversia fra un’associazione e un’amministrazione, ma come una questione civica e politica, nel significato più ampio e responsabile del termine.
Le decisioni che riguardano il sito minerario, la Maison Grimpe e la Sciovia Berio non producono conseguenze soltanto per la nostra associazione. Riguardano i servizi offerti alle famiglie, ai bambini e ai visitatori, le opportunità degli esercenti, l’attrattività turistica del paese e la capacità della comunità di collaborare.
L’avvicinarsi della stagione invernale rende il confronto ancora più importante. Occorre comprendere quale futuro si voglia dare alla Sciovia Berio, a quali condizioni possa essere garantito il servizio e quali conseguenze avrebbe una sua eventuale mancata apertura.
Il nostro obiettivo non è organizzare un processo pubblico contro qualcuno. Vogliamo creare uno spazio nel quale ascoltare le persone, ricostruire i fatti, raccogliere domande e cercare soluzioni.
Quando manca il confronto, le informazioni incomplete e le voci prendono il posto della realtà. Noi vogliamo riportare al centro il dialogo e l’interesse della comunità.
Le voci sull’associazione e il rischio della disinformazione
Un altro episodio collega la Maison Grimpe, la Torre Piezometrica e il PalaIndoor.
Nel passaggio di informazioni da una persona all’altra ci sono arrivate alcune voci secondo le quali l’A.P.D. Lo Contrebandjé sarebbe stata allontanata dalla Torre Piezometrica perché non pagava e ora sarebbe stata allontanata anche dalla Maison Grimpe per lo stesso motivo. Da queste affermazioni si arriverebbe poi a una conclusione: l’associazione non sarebbe affidabile.
Non sappiamo con certezza da chi siano partite queste voci. Proprio per questo non vogliamo trasformarle in accuse verso qualcuno.
Vogliamo però spiegare perché simili meccanismi siano pericolosi.
Un’affermazione ripetuta molte volte non diventa automaticamente vera. Prima di giudicare bisognerebbe conoscere i contratti, gli investimenti sostenuti, le contestazioni, i tentativi di conciliazione e le responsabilità dei diversi soggetti.
Nel caso della Torre Piezometrica, l’associazione ha realizzato un investimento molto importante e continua a sostenere costi per una struttura inutilizzabile da quasi due anni.
Alla Maison Grimpe la concessione avrebbe dovuto proseguire fino alla primavera del 2027, mentre oggi l’Amministrazione di Ollomont sta cercando di interrompere anticipatamente il rapporto.
Per il PalaIndoor abbiamo seguito le indicazioni ricevute, presentato richieste, chiesto chiarimenti e avanzato proposte organizzative. Nonostante questo, al 10 ottobre non abbiamo ancora ricevuto una risposta definitiva che permetta di programmare normalmente gli allenamenti dei nostri ragazzi.
I dettagli saranno approfonditi nelle pagine dedicate alla Torre Piezometrica e all’arrampicata sportiva e allo sport in Valle d’Aosta.
Tre strutture, un unico problema concreto
Oggi l’associazione si trova davanti a una situazione molto semplice da descrivere:
- la Torre Piezometrica è chiusa e inutilizzabile;
- la permanenza alla Maison Grimpe è oggetto di un’azione anticipata dell’Amministrazione di Ollomont;
- per il PalaIndoor non abbiamo ancora ricevuto una risposta definitiva sull’utilizzo degli spazi.
La conseguenza è che dobbiamo cercare continuamente soluzioni alternative per garantire gli allenamenti ai ragazzi.
Per il PalaIndoor ci domandiamo perché alcune associazioni possano utilizzare gli spazi mentre altre non abbiano ancora ricevuto una risposta. Se anche altre realtà si trovano nella nostra stessa situazione, ci piacerebbe saperlo.
Per Ollomont continuiamo a chiederci se questo sia il modo corretto di trattare un’associazione che per anni ha garantito servizi, investendo energie e risorse senza considerare il guadagno come obiettivo principale.
Per la Torre Piezometrica continuiamo a chiedere un tavolo di confronto fra Regione, VDA Structure, CRAL Cogne e A.P.D. Lo Contrebandjé. Crediamo che attraverso il dialogo sia ancora possibile trovare una soluzione e restituire alla comunità uno spazio con grandi possibilità sportive, sociali ed educative.
Questi luoghi non riguardano soltanto chi li gestisce. Sono strutture del territorio e oggi risultano chiuse, limitate o non pienamente disponibili.
Informare non significa alimentare lo scontro
Parlare pubblicamente di queste vicende non significa cercare lo scontro.
Significa distinguere i fatti dalle opinioni, mettere a disposizione i documenti, ricostruire le responsabilità e chiedere che le istituzioni rispondano alle domande.
Anche noi possiamo commettere errori e siamo disponibili a riconoscerli. Chiediamo però che il confronto avvenga sulla base di fatti completi e non attraverso informazioni parziali, indiscrezioni o giudizi costruiti senza conoscere la documentazione.
Le strumentalizzazioni danneggiano fortemente una realtà associativa. Dopo aver affrontato investimenti, chiusure, contestazioni e difficoltà organizzative, ci troviamo anche nella condizione di dover difendere la nostra affidabilità e spiegare continuamente ciò che è realmente accaduto.
Le energie impiegate per difenderci vengono inevitabilmente sottratte allo sport, ai ragazzi, alla formazione e allo sviluppo dei progetti.
Perché abbiamo bisogno degli sponsor
Proprio perché crediamo nella possibilità di costruire un modello nuovo di sviluppo territoriale, stiamo investendo moltissime energie in Valle d’Aosta Sarvadza.
Oggi, però, abbiamo bisogno di risorse.
Una sponsorizzazione non serve soltanto a esporre un marchio. Può permetterci di coordinare il progetto, coinvolgere nuovi partner, preparare candidature ai bandi, sviluppare attività, produrre contenuti e documentare i risultati.
Gli effetti possono essere visibili fin dall’inizio e misurati attraverso indicatori concreti:
- accordi e patrocini ottenuti;
- amministrazioni e partner coinvolti;
- bandi individuati e candidature presentate;
- prodotti turistici e formativi sviluppati;
- attività sportive, culturali ed educative avviate;
- persone, scuole, associazioni e imprese raggiunte;
- contenuti informativi e incontri pubblici realizzati.
Una parte delle risorse potrà sostenere anche il lavoro di raccolta documentale, informazione e confronto pubblico sulle questioni che oggi condizionano l’associazione.
Questo non significa chiedere agli sponsor di aderire automaticamente alle nostre valutazioni o di schierarsi nelle singole controversie. Significa permettere che i fatti siano documentati, che le domande vengano poste pubblicamente e che il confronto possa avvenire in maniera seria e trasparente.
Risolvere rapidamente le situazioni di Ollomont, della Torre Piezometrica e del PalaIndoor consentirebbe di liberare tempo, risorse ed energie da destinare immediatamente a Valle d’Aosta Sarvadza e ai servizi rivolti alla comunità.
Come aiutarci
Chi crede nel progetto può sostenerci in diversi modi.
È possibile contribuire privatamente attraverso la nostra campagna di crowdfunding.
Le imprese possono scegliere di sponsorizzare Valle d’Aosta Sarvadza attraverso un accordo nel quale saranno definiti il contributo, le attività sostenute, i risultati da monitorare e le forme di visibilità.
Vuoi sostenere concretamente Valle d’Aosta Sarvadza?
Amministrazioni, associazioni, professionisti, scuole, università, centri di ricerca e imprese possono invece diventare partner, mettendo a disposizione competenze, luoghi, strumenti e capacità progettuali.
Chi desidera incontrarci può contattarci all’indirizzo:
cristian.bredy@locontrebandje.com
Continuare a costruire, continuare a domandare
Valle d’Aosta Sarvadza continua a crescere mentre l’A.P.D. Lo Contrebandjé attraversa uno dei momenti più complessi della propria storia.
Le due cose non sono separate.
Le difficoltà che abbiamo incontrato ci hanno mostrato quanto siano necessari dialogo, trasparenza, collaborazione e responsabilità. Sono gli stessi principi sui quali vogliamo costruire il progetto.
Continueremo quindi a cercare partner, incontrare amministrazioni, studiare bandi e costruire opportunità.
Allo stesso tempo continueremo a raccontare i problemi, presentare i documenti e porre domande.
Non per dividere, ma per trovare risposte.
Non per alimentare le controversie, ma per risolverle.
Non per difendere soltanto la nostra associazione, ma per contribuire a costruire una Valle d’Aosta nella quale sport, educazione, turismo, cultura e partecipazione possano realmente diventare strumenti di sviluppo.
Niente scuse, dipende tutto da noi.
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Un saluto dallo staff di Esprisarvadzo, in questo Diario di Bordo vi terremo aggiornati, per crescere abbiamo bisogno di interagire e confrontarci con te.
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