Costruire relazioni, cercare risposte e continuare a prenderci cura del territorio
Ci sono piccoli episodi che, apparentemente, sembrano non avere molta importanza. Eppure, se ci fermiamo a osservarli, possono raccontare qualcosa di più profondo sulle relazioni tra le persone e sul clima che si sta creando intorno a una determinata situazione.
Giovedì 22 ottobre, nel pomeriggio, sono andato ad arrampicare alla falesia di Doues insieme ad altre tre persone.
Durante il percorso abbiamo incrociato due persone. Come faccio normalmente, le ho salutate. Una mi ha guardato senza rispondere, mentre l’altra non ha nemmeno alzato gli occhi da terra.
Dopo una breve camminata siamo arrivati alla base della falesia e abbiamo iniziato ad arrampicare. Qualche tempo dopo, una delle due persone è passata davanti a noi senza salutare. Dopo essersi allontanata, si è girata e ha iniziato a osservare quello che stavamo facendo.
Non voglio giudicare le intenzioni di nessuno partendo da un episodio così semplice. Questo incontro, però, mi ha fatto riflettere.
Quando intorno a una persona o a un’associazione iniziano a circolare racconti, giudizi e informazioni parziali, anche i rapporti più normali rischiano di cambiare. Si creano distanze, diffidenze e schieramenti, spesso senza che ci sia mai stato un confronto diretto.
Il nostro Diario di Bordo nasce anche per questo: non per alimentare contrapposizioni, ma per raccontare i fatti, porre delle domande e permettere alle persone di conoscere gli elementi necessari per costruirsi una propria opinione.
Questa riflessione apre una nuova pagina del nostro percorso, ancora una volta legata al territorio, alla sua storia, alle relazioni tra le persone e all’economia delle nostre comunità.
Tutti elementi direttamente collegati al progetto Valle d’Aosta Sarvadza.
Valle d’Aosta Sarvadza continua a crescere
Cominciamo, come sempre, dalle cose positive.
Le settimane appena trascorse ci hanno permesso di compiere nuovi passi nello sviluppo di Valle d’Aosta Sarvadza.
Uno dei momenti più importanti è stato l’incontro realizzato a Torino, accompagnato dalla visita alla Piazza dei Mestieri. Abbiamo incontrato una realtà capace di collegare formazione, lavoro, cultura, socialità e accompagnamento dei giovani.
La visita ci ha dato molti spunti e ci ha confermato che anche il nostro progetto deve continuare a evolversi.
Valle d’Aosta Sarvadza non è una struttura rigida né un progetto già completamente definito. È un percorso in trasformazione, che cresce attraverso gli incontri, il confronto con altre esperienze e la capacità di adattare le idee alle esigenze reali delle persone e del territorio.
Stiamo continuando a cercare partner, professionisti, amministrazioni, imprese, scuole e realtà sociali con cui costruire una rete.
L’obiettivo è dare forma a un modello nel quale formazione, sport, ambiente, cultura, turismo ed economia locale possano lavorare insieme. Un modello capace di creare servizi, competenze e opportunità professionali, soprattutto per i giovani e per chi vuole continuare a vivere e lavorare nelle nostre vallate.
Anche il confronto con il Politecnico di Torino e con il DIATI sta contribuendo a definire il gruppo di lavoro e la strategia necessaria per trasformare le idee in azioni concrete.
Parallelamente proseguono le attività già avviate sul territorio: il lavoro sulla ferrata didattica di Valpelline, le visite alle miniere di Saint-Marcel, gli incontri con possibili collaboratori e la ricerca di bandi e finanziamenti.
Ogni incontro aggiunge un tassello.
Il progetto è ancora in costruzione, ma proprio per questo è aperto a chi vuole portare competenze, proposte, esperienze e nuove energie.
Quando le difficoltà rallentano il lavoro
Accanto alle prospettive positive dobbiamo continuare a parlare anche delle situazioni che non hanno ancora trovato una soluzione.
Non lo facciamo per trasformare il Diario di Bordo in uno spazio dedicato esclusivamente alle controversie. Lo facciamo perché le energie e le risorse impegnate per affrontare questi problemi sono energie che non possiamo dedicare completamente allo sviluppo di Valle d’Aosta Sarvadza.
In questo articolo ci limiteremo a fornire alcuni aggiornamenti essenziali. Le singole vicende saranno approfondite nelle pagine dedicate, attraverso documenti, cronologie e risposte dei soggetti interessati.
Ollomont e la Sciovia Berio
Il 2 ottobre 2026 l’APD Lo Contrebandjé ha comunicato la risoluzione della concessione relativa alla Sciovia Berio per quelle che l’associazione ritiene gravi inadempienze. La comunicazione è stata acquisita dal Comune di Ollomont con protocollo n. 3821.
Il Comune ha successivamente preso atto della dichiarazione unilaterale di risoluzione con la deliberazione della Giunta comunale n. 48 del 16 ottobre 2026, trasmessa il 20 ottobre.
È stata una decisione molto difficile.
Abbiamo cercato fino all’ultimo di arrivare a una soluzione che permettesse di organizzare una nuova stagione invernale. Per poterlo fare, però, era necessario definire per tempo sia le questioni economiche ancora aperte con l’Amministrazione sia le condizioni tecniche e organizzative della sciovia.
Questo non è avvenuto entro tempi compatibili con la preparazione seria della stagione.
Organizzare l’apertura di un impianto richiede programmazione, personale, verifiche tecniche, risorse economiche e assunzione di responsabilità. Arrivare a ridosso dell’inverno senza aver risolto le questioni essenziali avrebbe significato esporre nuovamente l’associazione a rischi che, negli anni precedenti, hanno già prodotto conseguenze pesanti.
Non chiediamo scusa per avere tutelato l’associazione, ma siamo profondamente dispiaciuti per la comunità, per le famiglie e per i bambini che rischiano di non poter usufruire del servizio.
Segnaliamo inoltre che un articolo pubblicato sabato su La Vallée Notizie ha raccontato la vicenda senza interpellare preventivamente l’associazione. È un aspetto che ci lascia perplessi, soprattutto perché, quando siamo stati noi a rivolgerci ai giornalisti, ci è stato normalmente comunicato che sarebbe stata ascoltata anche l’Amministrazione comunale prima della pubblicazione.
Crediamo che lo stesso principio dovrebbe valere per tutte le parti coinvolte.
Procederemo anche con le richieste di accesso agli atti relative alla gestione del Parco Avventura durante il 2026 e alla gestione della Sciovia Berio nella stagione 2024-2025.
Vogliamo verificare le condizioni applicate, le procedure seguite e la loro uniformità rispetto a quanto richiesto negli anni all’APD Lo Contrebandjé. Non vogliamo anticipare conclusioni: vogliamo acquisire documenti e comprendere se tutte le realtà siano state trattate secondo criteri coerenti.
Un incontro aperto sul futuro di Ollomont
Martedì 27 ottobre 2026, alle ore 18:00, presso La Maison de Franco a Valpelline, organizzeremo un incontro pubblico dedicato al presente e al futuro di Ollomont.
Parleremo della Sciovia Berio, del sito minerario, della Maison Grimpe e delle controversie con l’Amministrazione comunale. Affronteremo anche il tema della partecipazione civica e politica e delle possibili proposte per lo sviluppo futuro del territorio.
L’obiettivo non sarà soltanto raccontare i problemi, ma confrontarci sulle possibili soluzioni e capire che cosa possiamo costruire insieme.
L’incontro è aperto agli abitanti di Ollomont, della vallata di Valpelline e a tutte le persone interessate.
Informazioni sulla sede dell’incontro
Approfondisci la situazione di Ollomont
PalaIndoor: finalmente una risposta, ma il quadro deve ancora essere chiarito
Anche per quanto riguarda il modulo di arrampicata del PalaIndoor di Aosta, nelle ultime settimane qualcosa ha iniziato a muoversi.
Per ottenere delle risposte ufficiali abbiamo dovuto coinvolgere il Comune di Aosta, il CONI, la Federazione, la gestione del PalaIndoor e gli altri soggetti interessati.
Il 20 ottobre il dirigente dell’Ufficio Sport del Comune di Aosta ha inviato alla gestione una comunicazione formale, chiedendo di rispondere con urgenza e senza ulteriore ritardo alle questioni sollevate dall’APD Lo Contrebandjé. Il Comune ha inoltre chiesto di spiegare le ragioni per le quali le precedenti comunicazioni, inviate secondo quanto riferito dall’associazione già dal mese di agosto, non avessero ancora ricevuto risposta.
Nella stessa giornata abbiamo ricevuto anche una comunicazione dalla capofila dell’ATS PalaIndoor.
Il documento contiene una ricostruzione articolata della vicenda e alcune affermazioni che, secondo la nostra posizione, richiedono precisazioni e un riscontro documentato. Risponderemo puntualmente nel corso di questa settimana, senza anticipare qui il contenuto della replica.
Il dato sul quale vogliamo riflettere è un altro: sono stati necessari diversi mesi, numerose comunicazioni e il coinvolgimento di più enti per ottenere finalmente una risposta formale.
E nonostante questo, alcuni aspetti non sono ancora chiari.
Tra i temi che vogliamo approfondire ci sono:
- le modalità effettive di accesso al modulo di arrampicata;
- i rapporti tra il gestore del PalaIndoor e il soggetto subconcessionario;
- le tariffe applicabili alle associazioni sportive;
- le condizioni e le eventuali agevolazioni previste per la stagione 2025-2026;
- l’eventuale possibilità di accedere a rimborsi o contributi pagando le tariffe direttamente alla gestione;
- le modalità con cui gli spazi sono stati messi a disposizione delle diverse associazioni;
- la situazione dell’area OCR e le responsabilità economiche e gestionali collegate.
Per comprendere pienamente questi aspetti presenteremo una richiesta di accesso agli atti.
Il 16 ottobre ho inoltre incontrato il presidente regionale del CONI, Jean Dondeynaz. Dal confronto è emersa la volontà di cercare delle soluzioni e di ricondurre le diverse questioni a un quadro più chiaro.
Siamo ormai vicini al mese di novembre e l’APD Lo Contrebandjé sta continuando a garantire i corsi alle persone che sono rimaste, nonostante le difficoltà organizzative e il grande sforzo richiesto.
Continuiamo perché teniamo ai nostri ragazzi e crediamo nel valore educativo dello sport. Ma questa condizione non può diventare la normalità.
Approfondisci la situazione dell’arrampicata sportiva e del PalaIndoor
Torre Piezometrica: continuiamo a chiedere un confronto
Per quanto riguarda la Torre Piezometrica, a oggi non abbiamo ricevuto alcun riscontro concreto alla richiesta di istituire un tavolo di confronto tra Regione autonoma Valle d’Aosta, VdA Structure, CRAL Cogne e APD Lo Contrebandjé.
Continuiamo a ritenere che il dialogo tra tutti i soggetti coinvolti sia il modo migliore per ricostruire la vicenda, chiarire responsabilità e competenze e individuare una soluzione che consenta di restituire questo spazio alla comunità.
Anche in questo caso procederemo con le richieste di accesso agli atti, per approfondire la documentazione, comprendere le decisioni assunte e ricostruire con maggiore precisione quanto avvenuto.
Non vogliamo abbandonare la Torre. Vogliamo capire se esistano ancora le condizioni per recuperare un luogo nel quale l’associazione ha investito risorse economiche, lavoro e molti anni di impegno.
Approfondisci la vicenda della Torre Piezometrica
Informare non significa alimentare lo scontro
L’episodio raccontato all’inizio di questo articolo ci riporta al significato del Diario di Bordo.
Le controversie non rimangono confinate tra uffici, amministrazioni e associazioni. Producono conseguenze concrete sui servizi, sulle attività sportive e sui rapporti tra le persone.
Quando le informazioni circolano soltanto attraverso racconti frammentari o passaggi da una persona all’altra, diventa facile creare un’immagine negativa di qualcuno senza conoscere l’intera vicenda.
Per questo vogliamo pubblicare documenti, date, comunicazioni e risposte.
Non chiediamo alle persone di credere automaticamente alla nostra versione. Chiediamo loro di informarsi, leggere, fare domande e confrontare le diverse posizioni.
Allo stesso modo, siamo disponibili a pubblicare o riportare le risposte dei soggetti coinvolti, quando arriveranno.
Fare chiarezza non significa cercare lo scontro.
Significa provare a migliorare i rapporti tra cittadini, associazioni e istituzioni, affinché situazioni simili non si ripetano, né nei nostri confronti né nei confronti di altre realtà.
Continuare a costruire
Mentre affrontiamo queste difficoltà, Valle d’Aosta Sarvadza continua ad andare avanti.
Gli incontri di Torino, la visita alla Piazza dei Mestieri, il dialogo con il Politecnico, la ferrata didattica di Valpelline, le attività alle miniere di Saint-Marcel e la ricerca di nuovi partner dimostrano che esistono ancora molte possibilità.
Vogliamo investire le nostre energie nella costruzione di servizi, nella formazione, nell’educazione, nello sport e nella valorizzazione del territorio.
Per farlo abbiamo bisogno di relazioni solide, di collaborazioni e di risorse.
Abbiamo bisogno anche di risolvere le controversie ancora aperte, perché ogni ora impiegata per ottenere una risposta già richiesta più volte è un’ora sottratta allo sviluppo del progetto.
Nonostante tutto continuiamo a crederci.
Continuiamo a incontrare persone, presentare il progetto, cercare partner e lavorare affinché Valle d’Aosta Sarvadza possa produrre risultati concreti e misurabili per le nostre comunità.
Sostieni Valle d’Aosta Sarvadza
Chi condivide questo percorso può aiutarci concretamente.
È possibile sostenere la campagna di crowdfunding dedicata alla Scuola di Montagna Sarvadza, contribuendo alla realizzazione delle attività formative, sportive, ambientali e sociali collegate al progetto:
Partecipa alla campagna di crowdfunding
Le imprese e le realtà interessate possono inoltre sostenere Valle d’Aosta Sarvadza attraverso una sponsorizzazione, contribuendo sia allo sviluppo delle attività sia alle campagne di informazione e approfondimento necessarie per affrontare le questioni ancora aperte.
Chi desidera diventare partner, proporre una collaborazione o organizzare un incontro può contattarci direttamente.
Ogni contributo, collaborazione e condivisione può aiutarci a trasformare questo progetto in una risposta concreta per il futuro della Valle d’Aosta.
Quello che non ti uccide ti rende più forte
Niente scuse, dipende tutto da noi.
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Un saluto dallo staff di Esprisarvadzo, in questo Diario di Bordo vi terremo aggiornati, per crescere abbiamo bisogno di interagire e confrontarci con te.
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