—————-01 novembre 2026—————
Montagna valdostana: rappresentanza, reti e potere
Chi decide, chi partecipa e quanto spazio rimane alle realtà indipendenti?
Quando si parla di montagna valdostana non si parla soltanto di sport o turismo.
Si parla di professioni, sicurezza, impianti, formazione, contributi pubblici, promozione, gestione del territorio e accesso alle strutture.
Intorno a questi settori operano organizzazioni molto differenti tra loro:
- collegi professionali;
- enti pubblici;
- associazioni di categoria;
- federazioni sportive;
- società partecipate;
- imprese;
- corpi di soccorso;
- scuole;
- associazioni dilettantistiche;
- consorzi turistici.
Alcune rappresentano centinaia o migliaia di professionisti. Altre sono piccole realtà locali con poche persone e risorse limitate.
Questa differenza determina inevitabilmente una diversa capacità di:
- dialogare con le istituzioni;
- partecipare ai tavoli;
- ottenere informazioni;
- proporre norme;
- gestire strutture;
- accedere ai finanziamenti;
- comunicare con i media;
- influenzare le decisioni.
Questa pagina nasce per comprendere come funziona il sistema.
Stiamo parlando di lobby?
La parola “lobby” viene spesso utilizzata con un significato esclusivamente negativo.
In realtà, organizzarsi per rappresentare interessi comuni è normale e, in molti casi, necessario.
Un collegio professionale deve tutelare e formare i propri iscritti. Un’associazione di categoria deve rappresentare le imprese. Una federazione deve sviluppare il proprio sport.
Il problema non è l’esistenza di gruppi organizzati.
Le domande da porre sono altre:
- chi può partecipare alle decisioni?
- quali interessi vengono rappresentati?
- le realtà più piccole hanno la possibilità di essere ascoltate?
- i ruoli pubblici e quelli privati rimangono distinti?
- esistono sovrapposizioni tra rappresentanza, gestione e attività economica?
- le regole vengono applicate nello stesso modo?
- le informazioni sono accessibili a tutti?
- chi controlla i soggetti più forti?
Non vogliamo partire dalla conclusione che in Valle d’Aosta esista un sistema irregolare.
Vogliamo costruire una mappa trasparente delle relazioni e dei ruoli.
Una prima mappa
I numeri riportati rappresentano un punto di partenza e verranno aggiornati attraverso albi, statuti, bilanci e documenti ufficiali.
| Realtà | Consistenza iniziale | Funzione principale |
|---|---|---|
| UVGAM – Guide alpine | 236 guide alpine e 11 società di guide | Albo, formazione, disciplina e rappresentanza professionale |
| Maestri di sci | Circa 1.600 attivi nella stagione 2024-2025 | Insegnamento dello sci e rappresentanza professionale |
| Scuole di sci | 23 scuole | Organizzazione dell’attività professionale sul territorio |
| Maestri liberi professionisti | Circa 1.000 iscritti indicati dal Collegio | Attività autonoma fuori dalle scuole |
| AVIF – Impianti a fune | 11 aziende e 19 stazioni sciistiche | Rappresentanza del comparto funiviario |
| Soccorso Alpino Valdostano | 44 tecnici specializzati di elisoccorso; organico complessivo da approfondire | Soccorso tecnico, prevenzione e partecipazione alle commissioni |
| Accompagnatori di media montagna | Numero da verificare nell’elenco speciale | Accompagnamento escursionistico e attività di media montagna |
| Federazioni sportive | Numeri da verificare disciplina per disciplina | Regolazione e sviluppo dell’attività agonistica |
| Associazioni sportive | Quadro regionale da ricostruire | Attività di base, formazione e servizi alle comunità |
Guide alpine e UVGAM
L’Unione Valdostana Guide di Alta Montagna svolge la funzione di Collegio regionale.
È un ente pubblico non economico dipendente dalla Regione autonoma Valle d’Aosta e si occupa di:
- gestione dell’Albo;
- formazione;
- aggiornamento;
- disciplina professionale;
- rappresentanza della categoria;
- organizzazione della professione.
La presentazione istituzionale dell’UVGAM riporta 236 guide alpine e 11 società di guide.
Il numero è inferiore alle circa 300 guide che vengono spesso indicate informalmente. Sarà necessario verificare se, aggiungendo aspiranti guide, accompagnatori di media montagna e altre posizioni presenti negli elenchi, il sistema complessivo raggiunga una consistenza maggiore.
Le società di guide rappresentano un elemento particolarmente importante, perché permettono ai professionisti di organizzarsi territorialmente e di avere una presenza riconoscibile nei rapporti con amministrazioni, consorzi e operatori turistici.
Le domande che approfondiremo sono:
- come vengono riconosciute le società di guide?
- quali territori rappresentano?
- come vengono assegnati eventuali incarichi?
- quale peso hanno nelle decisioni dell’UVGAM?
- quali possibilità hanno le guide che non appartengono alle società principali?
- come vengono valorizzati i professionisti residenti e attivi nei piccoli territori?
Maestri e scuole di sci
Il settore dei maestri di sci è numericamente ancora più importante.
I dati relativi alla stagione 2024-2025 indicano circa 1.600 maestri attivi, l’81% dei quali residenti in Valle d’Aosta.
Le scuole di sci riconosciute sono 23, mentre circa il 36,7% dei maestri eserciterebbe in forma autonoma. Il Collegio indica inoltre circa 1.000 maestri iscritti come liberi professionisti.
Il settore dispone quindi di:
- un Collegio regionale;
- una normativa specifica;
- percorsi formativi;
- scuole distribuite nei comprensori;
- strumenti gestionali condivisi;
- rapporti consolidati con impianti e amministrazioni;
- una forte riconoscibilità turistica.
Questa struttura produce professionalità e un importante valore economico.
Allo stesso tempo vogliamo comprendere:
- come vengono rappresentati i maestri delle piccole stazioni;
- quale spazio abbiano i liberi professionisti;
- come avvenga il rapporto tra scuole e impianti;
- come vengano distribuite le opportunità;
- quali categorie partecipino ai tavoli regionali sul turismo invernale.
Impianti a fune e AVIF
L’Associazione Valdostana Impianti a Fune rappresenta il comparto funiviario.
Le informazioni disponibili indicano 11 aziende che gestiscono complessivamente 19 stazioni sciistiche.
Una parte importante delle grandi società funiviarie è partecipata dalla Regione attraverso Finaosta.
L’AVIF svolge funzioni di:
- rappresentanza delle imprese;
- tutela degli interessi del settore;
- coordinamento;
- rapporto con le amministrazioni;
- formazione del personale;
- partecipazione alla definizione di norme e politiche.
Il settore degli impianti possiede quindi un peso che non dipende soltanto dal numero delle aziende, ma anche:
- dal valore economico gestito;
- dall’occupazione prodotta;
- dagli investimenti pubblici;
- dall’importanza per il turismo;
- dal rapporto con la Regione;
- dalla capacità di intervenire nei processi normativi.
Questo non è necessariamente negativo. È però importante rendere visibili i rapporti tra società, proprietà pubblica, associazioni di categoria e decisioni politiche.
Soccorso Alpino Valdostano
Il Soccorso Alpino Valdostano svolge un servizio fondamentale per la sicurezza.
Opera all’interno del sistema regionale di Protezione civile e garantisce un servizio di pronto intervento tecnico ventiquattro ore su ventiquattro.
Le fonti consultate indicano 44 tecnici specializzati per l’elisoccorso. Questo dato non rappresenta necessariamente l’intero organico del sistema e dovrà essere approfondito.
Il Soccorso Alpino partecipa inoltre a organismi e commissioni che si occupano, tra l’altro, di:
- valanghe;
- sicurezza delle piste;
- idoneità dei gestori dei rifugi;
- prevenzione e controllo del territorio.
Proprio per l’importanza e la delicatezza delle sue funzioni, è necessario distinguere chiaramente:
- attività di soccorso;
- funzioni tecniche;
- rappresentanza professionale;
- attività private eventualmente svolte dai singoli operatori;
- partecipazione alle commissioni pubbliche.
L’obiettivo non è mettere in discussione il valore del servizio, ma comprendere come siano organizzate competenze e responsabilità.
Accompagnatori di media montagna e guide escursionistiche
La Regione ha introdotto la figura dell’accompagnatore di media montagna e ha previsto il trasferimento delle guide escursionistiche naturalistiche in un elenco speciale gestito dall’UVGAM.
Questa scelta rafforza ulteriormente il ruolo dell’Unione come punto centrale delle professioni legate all’accompagnamento in montagna.
Dovremo verificare:
- quanti professionisti siano iscritti;
- quali attività possano svolgere;
- come avvenga il passaggio dalle precedenti qualifiche;
- come siano rappresentati all’interno del sistema;
- quali rapporti esistano con le guide alpine;
- quali spazi professionali rimangano alle altre figure turistiche e ambientali.
Federazioni e associazioni sportive
Un altro livello è rappresentato da CONI, federazioni, enti di promozione sportiva e associazioni dilettantistiche.
A differenza dei collegi professionali, molte associazioni sportive operano con risorse economiche limitate e una forte componente volontaria.
Eppure garantiscono:
- corsi per bambini e ragazzi;
- attività di base;
- allenamenti agonistici;
- eventi;
- manutenzione di siti;
- presidio sociale;
- inclusione;
- promozione del territorio.
La vicenda del PalaIndoor ci ha portato a domandarci quanto spazio abbiano queste realtà nei processi decisionali.
Quando una società sportiva svolge contemporaneamente un ruolo di rappresentanza federale e utilizza o gestisce una struttura pubblica, è importante che competenze, responsabilità e criteri di accesso siano chiaramente distinti.
Non significa che esista necessariamente un conflitto.
Significa che la trasparenza protegge sia chi gestisce sia chi chiede di utilizzare gli spazi.
Il vero squilibrio
Il primo dato che emerge non è necessariamente l’esistenza di una lobby.
È lo squilibrio organizzativo tra soggetti diversi.
Da una parte troviamo organizzazioni con:
- riconoscimento normativo;
- migliaia o centinaia di iscritti;
- uffici e personale;
- accesso stabile alle istituzioni;
- rappresentanti nelle commissioni;
- risorse economiche;
- capacità di comunicazione.
Dall’altra troviamo piccole associazioni, professionisti indipendenti e gruppi locali che spesso non conoscono nemmeno tutti i tavoli e gli strumenti disponibili.
Quando questi soggetti si incontrano, il rapporto non parte da una condizione di parità.
La domanda centrale diventa quindi:
come possiamo garantire che anche le realtà indipendenti possano proporre idee, accedere alle informazioni e partecipare alle decisioni?
Come proseguirà la ricerca
Questa pagina verrà aggiornata progressivamente.
Per ogni soggetto cercheremo di raccogliere:
- numero degli iscritti;
- forma giuridica;
- normativa di riferimento;
- organi direttivi;
- bilanci e contributi pubblici;
- commissioni alle quali partecipa;
- strutture gestite;
- rapporti con Regione e comuni;
- modalità di accesso per nuovi professionisti;
- eventuali sovrapposizioni tra ruoli.
Inviteremo inoltre le organizzazioni citate a correggere i dati, fornire documenti e spiegare il proprio funzionamento.
Non vogliamo costruire un elenco di nemici.
Vogliamo costruire una mappa del potere e della rappresentanza nella montagna valdostana.
Perché conoscere come funziona un sistema è il primo passo per poterlo migliorare.
a per trasformare questa possibilità in un risultato concreto servono dialogo, trasparenza e volontà di lavorare insieme.
A.P.D. Lo Contrebandjé
Cristian Bredy – Presidente
E-mail: cristian.bredy@locontrebandje.com
Telefono: +39 331 958 3294
Niente scuse: dipende tutto da noi.



